Il Tirreno

Carrefour in crisi, tagli in vista: 35 esuberi

Claudio Figaia
<b>GRANDE DISTRIBUZIONE. </b>Una veduta del centro commerciale Carrefour in zona industriale
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GRANDE DISTRIBUZIONE. Una veduta del centro commerciale Carrefour in zona industriale

Cala del 17% il fatturato del supermercato di Massa, si tratta sulla cassa integrazione

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 MASSA. La grande distribuzione soffre, Carrefour taglia personale: 35 gli esuberi al centro commerciale di Massa (72 in tutta la Toscana). Il colosso francese che ha già chiesto, in giugno, l'avvio della procedura di mobilità per i 35 dipendenti apuani, mette ora sul piatto un'altra proposta.  Quello del ricorso alla cassa integrazione. Una Cig a rotazione che dovrebbe riguardare 25 lavoratori al giorno per un periodo di diversi mesi. Proposta che potrebbe evitare i licenziamenti. O, più probabilmente, rinviare nel tempo il problema.  «La cassa integrazione - sostiene in proposito Stefano Nicoli, segretario della Filcam-Cgil - è una soluzione tampone. Se al termine della Cig i problemi di Carrefour non saranno risolti, se, cioè, non ci saranno efficaci azioni di rilancio dello stabilimento, ci ritroveremo fra qualche mese con il problema esuberi. E, stavolta, senza alcun paracadute».  I dipendenti del marchio transalpino della grande distribuzione, del resto, "hanno già dato": già lo scorso anno l'azienda aveva presentato un piano di ristrutturazione che prevedeva 30 esuberi. Pericolo scongiurato con un accordo con i sindacati sul lavoro domenicale - in sostanza gi addetti accettarono di lavorare di più - e sull'esodo incentivato alla pensione (cioè con sostegno dell'azienda a chi decideva volontariamente di lasciare il posto). Risultato: oggi i dipendenti di Carrefour sono scesi da 360 a 298 (il supermercato resta comunque la più grande realtà occupazionale provata, dopo Pignone, del territorio).  Ora, siamo daccapo. Con una difficoltà in più: di dipendenti che possono ricorrere al pensionamento anticipato non ce ne sono quasi più, visto che quelli che potevano hanno già utilizzato lo "scivolo" e che l'età media dei lavoratori (Carrefour è, in fondo, un'azienda di insediamento relativamente recente sul territorio) è piuttosto bassa.  Venerdì scorso c'è stata una lunga assemblea delle maestranze, per valutare la situazione. Si è discusso di contro-proposte da offrire a Carrefour - in sostanza ulteriori aperture per l'aumento della produttività; si sono valutati (e giudicati negativamente perchè economicamente insostenibili)) gli incentivi che l'azienda metterebbe a disposizione per favorire un ulteriore esodo volontario.  Situazione di massima, incertezza, insomma, con i sindacati che cercano di trovare un accordo aziendale ed evitare così che la trattativa venga poi regolata e definita al tavolo nazionale davanti al ministero del Lavoro (dove è ben più difficile trovare compromessi). E con l'azienda che non sembra risucire a venir fuori da una situazione di crisi che sta vivendo ormai da alcuni anni. Il fatturato - secondo fonti della Cgil - è sceso del 17% rispetto allo scorso anno nel centro di Massa. Peggio ancora hanno fatto altri "stabilimenti". «È la formula dell'ipermercato a soffrire. E i lavoratori a pagarne le conseguenze», commenta amaro Nicoli.

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