Il dolore
Il distretto sanitario? Ai Poggi
Claudio Figaia
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LAREA. Il terreno individuato per il distretto Braccio di ferro tra Comune (che chiede tre centri) e Asl (che ne prevede due)
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MASSA. "Due distretti sanitari a Massa, altrettanti a Carrara. Possono bastare". "No, a Massa ci vogliono almeno tre distretti". Inizia il braccio di ferro tra Asl e Comune sul nuovo Piano sanitario provinciale, con la direzione sanitaria che, in visata del varo del Pal pere il 2011 (il piano attuativo locale che detta gli indirizzi in materia di politiche sanitarie) guarda soprattutto a contenere i costi. Mentre la "politica" bada di più a non scontentare i cittadini-elettori e a non ridurre i servizi. E proprio nella "politica" sta prendendo forma un progetto per risolvere la questione del distretto socio-sanitario di Villette, in condizioni a dir poco fatiscenti: quello di chiuderlo e di realizzarne uno nuovo di zecca. Dove? In via Romana, in un'area oggi inutilizzata non distante dal quartiere dei Poggi. È la proposta che piace alla maggioranza Pucci per ridisegnare la sanità territoriale e a cui stanno lavorando la commissione sanità e l'entourage del sindaco. Una proposta che finirà, probabilmente, nelle linee programmatiche che Massa presenterà alla Conferenza dei sindaci per il varo del Pal 2011. Spiega Franca Leonardi, assessore alla Sanità: «In quella bozza, o forse meglio dire "larva", di Pal circolata nelle scorse settimane, l'Asl indica solo due sedi distrettuali per Carrara e altrettanti per Massa, lasciando ai Comuni il compito di individuarne le sedi. Per noi, intendo per la maggioranza, devono esserci tre sedi di distretto sul territorio massese, centri a complessità diversa, vale a dire con livelli di servizi (ambulatori, centri prelievi, riabilitativi ecc.) differenti. Ma devono essere tre, per non penalizzare la popolazione, soprattutto quella anziana, che, non dimentichiamolo, è quella che più utilizza i distretti e che ha maggiori difficoltà di spostamento». L'obiettivo, in altre parole, è di salvare il distretto di Villette. Anzi, di rilanciarlo, realizzando una nuova struttura per la quale è già stata individuata un'area: quella lungo via Romana, un terreno destinato a uso «attività sportive» dal Piano regolatore dove - questa è l'idea che sta maturando nella maggioranza - ben si potrebbe trovare spazio per i 600 metri quadrati più un'area per un parcheggio da 50 posti auto necessari al nuovo distretto. Nella strategia dell'amministrazione il "nuovo" distretto della zona mediana della città dovrebbe affiancarsi al centro alle "vetrine del Brugiano a Marina - l'idea è di allargarlo con lo spostamento dell'ufficio anagrafe del Comune, per reperire spazi per un paio di ambulatori in più - e quello in centro città. Qui si apre un'altra questione: il distretto di via Bassa Tambura è considerato inadeguato e insufficiente. E ne è prevista la vendita per contribuire a compensare le spese per il nuovo ospedale. Occorre, dunque, trovare una sede alternativa e la maggioranza insiste sulla soluzione che prevede il trasferimento del distretto nel monoblocco ospedaliero, previo lo spostamento delle attività riabilitative e di varie altre attività ambulatoriali all'ospedale vecchio; e del consultorio alla Fondazione Pelù. «Tutto questo - spiega ancora l'assessore - in un processo che prevede il mantenimento di una parte di attività in via Tambura fino a quando non sarà operativo a pieno regime il nuovo distretto».
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