Attenzione
Troppe esenzioni, al via i controlli
◗
Il caos per i nuovi ticket e a destra la sede di Apuafarma Verifiche delle Fiamme gialle sui redditi autocertificati nelle ricette
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Centinaia di ricette in fascia A, esenti dal ticket perchè con un reddito familiare lordo - autocertificato - sotto ai 36mila euro. Un'impennata delle prescrizioni di farmaci ospedalieri come calceparina, insuline speciali, antitumorali e immunosopressori (le ricette contraddistinte dalla sigla Dpc) per cui non esiste ticket, per qualsiasi fascia di reddito. E, soprattutto, tanto «fai da te»: in sostanza quando di fronte alle code al bancone delle farmacie non si sa più che pesci prendere, in tanti velocizzano il tutto mettendo la lettera A sulla ricetta. E il gioco è fatto. Tutto forse con troppa semplicità e, stando così le cose, con poco recupero di soldi dal fronte della tanto sbandierata rivoluzione dei ticket visto che, forse più di prima viene praticata l'esenzione: la percentuale, ad oggi, è del 95%. Una situazione anomala, tanto che adesso sul caos delle ricette potrebbe partire una verifica da parte delle Fiamme Gialle, su imput dell'Agenzia delle entrate, per accertare tutti quei redditi familiari sotto i 36mila euro. Alla fine a andare nei guai (si tratta di sanzioni penali qualora venisse accertato il "falso") sarebbero sì coloro che hanno firmato un'autocertificazione non corrispondente alla reale situazione economica familiare. Ma, qualora l'indicazione di apporre la fascia A in ricetta (e poi firmare il tutto) venisse suggerita dagli operatori, anche i farmacisti stessi. Una situazione quindi tutt'altro che semplice. Su Isee e autocertifcazione ancora tanti aspetti da chiarire. Il suo, dalla tolda della partecipata Apuafarma che gestice le farmacie comunali su tutto il territorio, è un punto di osservazione particolare. E i dati che arrivano alla dottoressa Anna Teneggi, dirigente di Apuafarma, sono significativi: «Su cento utenti 90 autocertificano la fascia A quella esente da tricket». «Sui redditi familiari il fatto vero è che quasi nessuno sembra avere la percezione vera di quale sia la situazione reale - spiega la dottoressa Teneggi - È questo l'aspetto che dovrà essere chiarito, tutto l'aspetto relativo all'Isee». In sostanza, nonostante che presso i patronati il servizio per l'indicartore de3lla situazione economcia equivalente (Isee appunto) sia del tutto gratuito, in molti sembranon non esserci nemmeno passati. E così si creano, oltre ai rallentamenti al bancone, anche quel picco di ricette esenti dal ticket che adesso sarebbero attenzionate da Agenzia delle entrate e Fiamme gialle. E c'è chi si rifiuta di dichiarare il reddito e paga. Ormai si dovrebbe conoscere a memoria come funziona la «rivoluzioen del ticket» entrata in vigore nelle scorse settimane. Ma c'è anche chi non ha neppure voglia di peendersi la briga di dare un'occhiata allo stampato che, con grande gentilezza, viene mostrato agli utenti in difficoltà, dai farmacisti stessi. E così, una piccola percentuale (meno dell'1% stando a quanto racocntano gli operatori) sceglie di non autocertificare il reddito, anche invocando il rispetto della privacy. E così, qualche cliente decide di pagare i 3 euro a farmaco. «Ma questi casi sono davvero pochi - dicono gli operatori delle farmacie - Il grosos resta quello che si auticertifica in fasica da esenzioen». In sostanza dalle farmacie e dai centri di prenotazione dell'Asl per visite e prelievi sembra essere sparita la classe media, quella da 36 fino a 70mila euro. Alessandra Vivoli Altri servizi alle pag. 12 e 13
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
