Italia
La scuola? E' tutta un rattoppo
Chiara Sillicani
La Provincia ha investito quasi 500mila euro, ma ne servono molti di più
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MASSA. La campanella, lo zaino in spalla, le scarpe nuove del primo giorno di scuola e l'allegria che accompagna sempre gli inizi: ci siamo, tra una decina di giorni tutti tra i banchi. Ma la scuola, ahimè, non gode di piena salute. Tagli e cattedre ridotte non sono l'unico problema. Di qua manca la palestra, di là la palestra c'è, ma gli spogliatoi no. Scale antincendio da fare, eternit sul tetto. Eppure la Provicia, che sugli istituti scolastici ha competenza, di investimenti ne ha fatti parecchi, ma per rimettere a nuovo gli edifici servirebbe un miracolo o un bilancio degno degli Emirati Arabi. Senza dimenticare che in provincia gli edifici scolastici sono 32, solo sei in meno di quelli fiorentini. E ogni istituto è un universo, con i suoi piccoli e grandi problemi, un universo che bussa alle porte di Palazzo ducale. E in prima fila c'è l'alberghiero con le sue dieci prime classi (vedi articolo sotto). Ma se quella del Minuto si è imposta come un'mergenza, sono tante le scuole "gravemente malate". Al Fermi niente sport e assemblee. Il liceo scientifico piace e quest'anno ha una classe in più. Bella soddisfazione, certo, ma trovare il posto per i nuovi studenti non è stato facile. Lo conferma anche Gianluca Brizzi, assessore ai lavori pubblici: «Abbiamo recuperato lo spazio necessario», probabilmente saranno i professori ad adattarsi, stringendosi un po'e rinunciando alla loro aula. La scuola non ha la palestra: per fare attività fisica, gli alunni sgambettano fino al Csi (pochi metri, certo - anche se in mezzo al traffico - ma una sicura perdita di tempo). Mancano anche gli spazi per le assemblee di istituto: «Gli alunni sono troppi e manca un'aula - chiarisce Brizzi - che possa accoglierli tutti». Palazzo ducale, però, sul Fermi ha investito circa 90mila euro: «Abbiamo fatto le verifiche strutturali e stiamo sostituendo parte degli infissi e le porte antincendio, prevediamo di concludere entro dicembre». E la tuta dove la metto? Se frequenti il liceo classico Rossi non devi dimenticarti di mettere la tuta quando c'è l'ora di ginnastica. Gli spogliatoi sono inagibili, quindi fai sport, sudi, ma non ti cambi. «C'è stato un cedimento strutturale alla copertura - chiarisce l'assessore - e l'area degli spogliatoi è inutilizzabile». Servono soldi, ma recuperarli, in epoca di tagli e patto di stabilità, è davvero dura. Insomma, si va per priorità. E se sul tetto c'è l'eternit? All'Itis Meucci i laboratori hanno una copertura in eternit, senza dimenticare che fanno pure i conti con qualche infiltrazione d'acqua. «L'eternit - chiariscono all'assessorato lavori pubblici - ha 15-20 anni, fortunatamente non si sta sfogliando, ma, in via preventiva, stiamo valutando di realizzare la cosiddetta spennelatura per evitare, appunto, che si sfogli». Un'operazione che costerà indicativamente 20mila euro. In realtà, Palazzo ducale stava pensando ad una soluzione alternativa: realizzare una copertura in pannelli fotovoltaici, al Meucci come in altri istituti. Ma la manovra del Governo non dà certo una mano alle società che lavorano nel settore delle energie pulite, l'idea, quindi, rischia di non decollare. Al Toniolo dà una mano il Coni. Per l'istituto tecnico commerciale Toniolo, la Provincia ha speso 50mila euro. Lo scorso anno ha risistemato l'ultimo piano, bagni compresi, per ospitare le 10 classi del Minuto. Rimangono parecchi problemi, però, per la palestra. Meno male che è intervenuto il Coni, visto che la struttura è utilizzata anche da diverse società sportive: «Il Coni - chiarisce Brizzi - ha messo a disposizione 200mila euro per il completamento dei lavori. Alcuni interventi, infatti, sono già stati realizzati». Massa ma non solo. Lavori già fatti, lavori - tanti - ancora da fare. Del resto gli occhi di Palazzo ducale non possono essere puntati solo su Massa, anche Carrara (l'istituto tecnico Zaccagna ha parecchi problemi) e la Lunigiana hanno un bel da fare quando si tratta di scuole. Senza dimenticare che la Provincia sta costruendo un nuovo istituto a Villafranca, completamente antisismica. Già completato il primo lotto, servono, però, 3 milioni per chiudere definitivamente la partita. Insomma, si fa quel che si può e se i soldi mancano tocca accontentarsi del rattoppo.
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