Finanza
Impianto a biomasse a Canevara
◗
ASSESSORE. Fabrizio Brizzi assessore ai Lavori pubblici Brizzi annuncia: la centrale si farà e sarà pronta entro il 2012
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. L'energia del futuro arriverà (anche) dalla legna. E la centrale a biomasse "si farà": verrà realizzata nell'ex cartiera di Canevara ed entrerà in funzione entro la fine del prossimo anno. Lo ha annunciato l'assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Brizzi, che ha scelto la platea "amica" della festa degli Arancioni per spiegare questa svolta «verde» dell'amministrazione Pucci. Della realizzazione di un impianto a biomasse nel territorio massese si parla da tempo all'interno dell'amministrazione comunale. Lo stesso sindaco Roberto Pucci ne ha sostenuto la vallidità anche come strumento per migliorare la cura dei boschi e contribuire così a contrastare il dissesto idrogeologico delle colline. La sera scorsa, durante l'incontro dal titolo "Assetto idrogeologico - cura dei boschi e lavori pubblici", che si è tenuto alla Festa del 28 Aprile in corso alla Comasca è stato l'assessore Brizzi ad assicurare che quel progetto è più di un'idea e che, anzi, partirà in tempi brevi. Brizzi ha ripercorso l'attività dei Lavori pubblici dal 2008 ad oggi, sottolineando come, nonostante le difficoltà economiche del Paese e del Comune, sono stati avviati progetti importanti per la città come le rotatorie di viale Roma e via Marina Vecchia; interventi complementari alla realizzazione dell'ospedale unico come lo spostamento del fosso Silcia, l'ultimazione del sottopasso del Casellotto per un costo totale di 2 milioni di euro e la rotatoria di innesto con la Statale Aurelia. Il progetto dell'impianto a biomasse è stato illustrato dallo stesso assessore e dal presidente della cooperativa Terra Uomini Ambiente (Tua), Nazareno Belleggia: la centrale utilizzerà legname derivato dalla pulizia dei boschi per la generazione di energia e sarà realizzato all'interno della ex cartiera di Canevara. Entrerà in funzione, secondo le previsioni di Brizzi, entro la fine del prossimo anno. Si tratta di un progetto derivante da un accordo sottoscritto tra Regione e Uncem (Unione dei Comuni montani) che si avvale del contributo di privati, in questo caso della coop "Tua" nata nel 1978 che opera nei settori forestali del verde e del risanamento ambientale in tutta la Toscana e che si è specializzata in interventi ambientali di ingegneria naturalistica, sistemazione idraulica, interventi di consolidamento del territorio, di arredo urbano e verde attrezzato. L'impianto - è stato spiegato - in un anno produrrà sei milioni di chilowattora di elettricità derivata da fonti rinnovabili e sarà in grado di creare una rete di riscaldamento che, a seconda del metodo che verrà utilizzato (gassificazione o combustione), richiederà un fabbisogno di 12/15mila tonnellate annue di "cittato" di legna vergine (tritata). L'impianto produrrà anche, secondo l'amministrazione, nuova occupazione: si parla di una decina di posti di lavoro, di cui 3 o 4 per la gestione dell'impianto e i restanti per il lavoro di approvvigionamento dell'impianto. Positivi i primi commenti di esponenti di Italia Nostra, arrivati da Franca Leverotti e Carlo gegner Milani intervenuti al dibattito alla ex Comasca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
