Il Tirreno

La manovra finanziaria. Più poteri ai sindaci per gli accertamenti fiscali. In cambio di maggiori introiti

L'evasore? Lo stanerà il Comune

Claudio Figaia
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PALAZZO CIVICO. Più poteri nella lotta all’evasione

Ma Volpi avverte: senza incrocio dei dati missione impossibile

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 MASSA. È una delle pochissime misure contenute nella manovra finanziaria del governo che piace (almeno in teoria) ai Comuni. È l'attribuzione ai sindaci di maggiori poteri nella lotta all'evasione. Contribuendo a scovare i furbetti delle tasse - non solo quelle comunali, ma anche chi non paga Irpef e altre imposte "nazionali" - i municipi potrebbero assicurarsi introiti rilevanti.  Logico, quindi, che gli amministratori locali guardino con attenzione a questo aspetto della manovra. Attenzione doppia, tuttavia, perchè dietro alla prospettiva di rimpinguare le casse municipali con i proventi della caccia all'evasione potrebbe nascondersi ulteriori tagli: c' il rischio, infatti, che i proventi derivanti dagli accertamenti fiscali compiuti dai Comuni vengano considerati come trasferimenti di risorse da parte dello Stato e, quindi, come erogazioni alternative ad altre. Cioè: quel che un Comune incassa dalla lotta all'evasione, potrebbe vederselo "sottratto" da una pari riduzione del gettito di altri trasferimenti.  La proposta del governo non è nuova. Il decreto sul federalismo fiscale già prevede che il 50% degli introiti derivanti dal contrasto all'infedeltà fiscale vada ai Comuni, ma non è ancora divenuto pienamente operativo. Ora, il riconoscimento del 100% delle somme recuperate potrebbe stimolare i sindaci a muoversi in questa direzione.  Il Comune sarà dunque in prima fila nella lotta a chi evade il fisco attraverso un sistema di segnalazioni "qualificate" che consentiranno all'Agenzia delle Entrate e alla Guardia di finanza di stanare chi non paga le tasse? «La proposta può essere valida - commenta l'assessore al Bilancio Alessandro Volpi - a patto che si dotino le amministrazioni comunali di strumenti efficaci per svolgere una efficace attività di individuazione dei fenomeni di evasione. E uno strumento decisivo potrebbe essere l'accesso alle banche dati delle Entrate e l'incrocio di quei dati copn quelli in possesso dei Comuni riguardo Ici, Tarsu e altre imposte locali».  Insomma, per fare gli sceriffi bisogna avere la pistola.  E poi, fa osservare ancora Volpi, «c'è ancora una grande incertezza su come verrà calcolato il gettito recuperato: sull'imponibile evaso accertato o su quello effettivamente incassato? Un problema non secondario perchè quanto si recupera e si incassa realmente è spesso meno della metà dell' avesione accertata».  Palazzo civico, comunque, si sta attrezzando: è stato tra i primi Comuni ad aderire al progetto Elicat-Elifis della Regione Toscana per la condivisione di informazioni e data base con la Finanza (vedi articolo a fianco). Il problema è che per ora è soltanto un progetto, non ancora uno strumento nelle mani dell'amministrazione.

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