Gioco
Dovrà valutare se prendere provvedimenti disciplinari
Inchiesta sul doping nel ciclismo e falsi certificati, la Procura del Coni ha chiesto tutti gli atti al Pm
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LINCHIESTA. Lindagine è nelle mani di Federico Manotti della Procura di Massa 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. La Procura antidoping del Coni ha chiesto alla Procura della Repubblica di Massa copia degli atti relativi all'inchiesta nel mondo del ciclismo che lunedì ha portato all'arresto di quattro persone (due in carcere e due ai domiciliari). Dodici in totale gli indagati tra Napoli, Pisa, Prato e Latina. L'ufficio della Procura del Coni, grazie alla documentazione, potrà valutare se prendere provvedimenti disciplinari nei confronti dei soggetti rimasti coinvolti nell'indagine penale. Il 34enne napoletano Raffaele Illiano, ex ciclista professionista, per un periodo residente a Massa, è finito in carcere con l'accusa di commercio abusivo e ricettazione di sostanze dopanti. In carcere anche il medico sportivo Costantino Auricchio, di 43 anni, con studio ad Ottaviano. La misura cautelare è stata disposta per associazione a delinquere, all'interno di un secondo filone di indagine volto a far luce su certificazioni mediche agli sportivi. Secondo gli inquirenti Auricchio avrebbe, infatti, «falsificato certificati, in particolare per l'idoneità all'attività sportiva agonistica». E lo avrebbe fatto - ecco quindi l'ipotesi dell'associazione - con due suoi collaboratori, Pasquale Mazza del' 77 e Francesco Alterio, del' 73, tutti e due campani. Sono loro, infatti, gli indagati ai domiciliari. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia per cui sono stati delegati i gip di Napoli e Nola. Altri 8 indagati sono invece a piede libero. L'inchiesta è iniziata nel 2008 quando ad Illiano, all'epoca residente a Massa, furono sequestrate alcune sostanze dopanti. Lo sportivo fu denunciato e partirono le indagini della Procura anche con intercettazioni telefoniche e accertamenti su materiale informatico.
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