Attenzione
Commercialista, i clienti pensano alla class action
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. La loro logica è chiara e riassumibile nel motto " l'unione fa la forza". Sono tante le persone che accusano la commercialista Mariannina De Angeli di averli truffati. E tanti gli ex clienti disposti ora a mettersi insieme e a valutare l'ipotesi di una class action, una causa collettiva. Ipotesi che farebbe, comunque, seguito ad una preliminare e accurata valutazione legale per definire le singole posizioni. L'idea è quella di ridurre al minimo le spese, affidandosi ad un unico avvocato. A lui spetterebbe studiare i profili di ciascuno per capire se esistano le condizioni per ulteriori denunce (ne sono già state sporte 4, firmate da una decina di persone) o se per qualcuno si delinei la possibilità di promuovere una causa civile per ottenere il risarcimento del danno. «Molti di noi - racconta uno dei clienti - devono far fronte a fermi amministrativi e ipoteche sulla casa. Alcuni si sono visti costretti a contrarre mutui e a rateizzare il debito con il fisco per non incorrere in ulteriori sanzioni. In queste condizioni non siamo certo in grado - e arriva al tema centrale - di sostenere le spese legali. Muoverci insieme significherebbe ridurre notevolmente e condividere i costi». Non tutti quelli che si ritengono danneggiati possono pensare alla denuncia, in molti casi sono scaduti i termini, ma - continua l'ex cliente - «non dimentichiamo la giustizia civile, per ottenere il risarcimento del danno». È partito, quindi, il giro di telefonate, per riunire il maggior numero possibile di persone. qualche cliente chiama anche in redazione e non risparmia critiche a Marco Andreani, presidente del consiglio comunale: «È vero che le responsabilità deve accertarle la magistratura, ma Andreani è una figura istituzionale, esprimere solidarietà è eccessivo». In prima linea, accanto ai clienti, c'è Stefano Benedetti. Il consigliere comunale si è fatto promotore di un comitato che si pone come priorità - lo spiega lo stesso Benedetti- quella di evitare che «diverse decine di persone finiscano sul lastrico. Dobbiamo coinvolgere le istituzioni - prosegue - il Comune in primis, e cercare di bloccare fermi auto e ipoteche. Non solo - continua - le istituzioni medino con la società di recupero credito per abbattere gli interessi e la mora. Per capire nel dettaglio cosa sia accaduto, il comitato si è affidato ad un legale, invitiamo i clienti a fare fronte comune anche per capire se esista la possibilità di sporgere altre vdenunce e puntare su eventuali ricorsi tributari». Una vicenda complessa che ha scosso la città, su cui solo la magistratura potrà far luce. Accertando o smentendo le responsabilità della professionista.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
