Sicurezza
Addio al partigiano Dino Borrini eroe della Resistenza
Gianluca Uberti
Aveva 89 anni e combattè nella Brigata Garibaldi. Alle 17 i funerali alla Collina Rossa di Merizzo
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MERIZZO. La sua storia iniziava nel 1922 con una bandiera rossa e si è conclusa ieri, ma in onore di Dino Borrini, il partigiano "Rino", oggi davvero non mancheranno le bandiere rosse al funerale in programma alle 17, alla "Collina rossa" di Merizzo. Infatti, a poco più di quattro mesi dalla morte di Renato Occhipinti detto "Volpino", se n'è andato all'età di 89 anni Dino Borrini, un altro grande protagonista della Resistenza e della lotta di Liberazione in Lunigiana. Il partigiano "Rino" fu commissario politico del distaccamento Colesino della Brigata Garibaldi "Leone Borrini" e fino a ieri presidente della sezione Anpi di Villafranca-Bagnone. Dino, o il "Moro" come tutti lo chiamavano a Merizzo, fece conoscere la sua vicenda al collettivo di Archivi della Resistenza, che nell'estate 2004 fece partire la sua campagna di interviste sulla storia della Brigata Garibaldi "Leone Borrini". L'incipit di Dino Borrini in quella intervista fu il seguente: «La mia storia inizia con una bandiera rossa». Infatti, nacque nel 1922 e quando le donne del paese andarono a trovare la partoriente, trovarono sulla culla un drappo rosso. La difesa del drappo rosso da parte di tutto il paese, che lo nascondeva, ha avuto non poco peso nella costruzione dell'immaginario e delle coscienze della piccola comunità di Merizzo, anche se, a causa delle continue vessazioni dei fascisti, i merizzani dovettero cedere la bandiera, che fu portata via dal paese. Tra questi paesani più di tutti si distinse l'antifascista Orlando Borrini, che pagò a caro prezzo il suo ostinato attaccamento alla bandiera, morendo nel 1927 per una complicazione polmonare a seguito dei pestaggi: i suoi figli, Elsa e Dino, che videro appena bambini la bandiera tra le mura di casa, quando poco più che ventenni furono coinvolti nel fuoco della Lotta di Liberazione, non ebbero dubbi sulla scelta da compiere. Nel dopoguerra la bandiera fu ritrovata da Ada Marchesini Gobetti ed esposta dal 1981 al 1996 a Torino nel museo nazionale del Risorgimento italiano.
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