Il Tirreno

Storno, specie da tutelare

Bertoloni (Cpa) denuncia l'abbattimento indiscriminato

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 PONTREMOLI. Corrado Bertoloni (Caccia pesca ambiente) interviene su problematiche della caccia.  «Vorrei sollevare anche come cacciatore un problema noto a molti agricoltori, lo storno, uccello che si sposta in branchi e devasta le coltivazioni: una specie che in Italia è cacciata in deroga con limiti e preclusioni che hanno dell'assurdo. Durante la nidificazione di queste specie a caccia chiusa, alcune regioni e province ne consentono l'abbattimento, dando delega all'art. 37 (corsi effettuati per abbattere o catturare nocivi): di ciò siamo contrari, non solo come cacciatori, a una forma così efferata di prelievo. Mentre i genitori vengono abbattuti, i piccoli muoiono di fame nel nido, creando anche un problema sanitario visto che questi si decompongono sopra un tetto o anfratti nei muri, quindi a contatto con la popolazione. Basterebbe permettere l'abbattimento dal 1º settembre a tutto febbraio con mezzi adatti, per inserire lo storno a caccia consentita, visto il parere positivo dell'Ispra in quanto tale specie è in vertiginoso aumento. I piccoli sarebbero così svezzati e i capi abbattuti verrebbero consumati a tavola e non gettati come comporta l'art. 37».  Bertoloni conclude dicendo: «Ci meravigliamo degli ambientalisti che tanto tuonano contro la caccia, ma tacciono quando vi è da denunciare certe atrocità che solo nel nostro paese accadono. Crediamo che anche se lo storno è dannoso, i suoi piccoli non debbano morire di fame nel nido perchè i genitori sono stati uccisi nel momento della nidificazione: una forma di prelievo che merita solo il nostro disprezzo».

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