Il Tirreno

«Non chiudete le biblioteche di Avenza e Marina»

La biblioteca di Marina
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La biblioteca di Marina

Appello pubblico: funzionano bene, sono utilizzate da moltissimi cittadini

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 CARRARA. «Aiuto, vogliono chiudere le biblioteche le biblioteche di Avenza e di Marina».  L'Sos arriva da una persona di cultura che, per il momento, preferisce non essere resa nota.  Scrive, in una lettera aperta: «Ora che finalmente con grande gioia di tutti pare proprio che si dia principio alla nuova biblioteca di Carrara nella ex scuola Rosselli, e che con i suoi mille e più metri quadrati sembra che verrà una magnifica sede degna della bella Carrara: ne siamo orgogliosi e felici», proprio ora ecco il rammarico: «Voci, di una certa consistenza, insistono sulla chiusura delle biblioteche decentrate di Avenza e di Marina?». Due strutture che, si ricorda, funzionano bene. «La biblioteca di Marina nacque nel 1976 primo esperimento in Toscana di biblioteca decentrata. Più tardi nel 1982 venne inaugurata la biblioteca di Avenza. In seguito ne furono aperta una a Bonascola e in alcune località montane; presto furono lasciate ai volontari e alla fine furono chiuse. Se Avenza e Marina conservano le loro è per merito della gente numerosa che le frequentano e per la professionalità dei bibliotecari che si sono avvicendati. La gente che frequenta queste biblioteche è costituita in gran parte da studenti, casalinghe, pensionati, bambini. I giovani sempre numerosi preparano i loro esami universitari, i bambini le loro ricerche scolastiche. Altre persone vengono lì per leggere il giornale e le riviste in un luogo accogliente e silenzioso. Amano stare semplicemente in compagnia di un buon libro o come nel caso di Marina di portarselo in spiaggia. O la sera, quando rimane aperta fino alle 23, leggere al fresco o a studiare nel silenzio». «Vorrei - aggiunge - che qualcuno ricordasse "Il manifesto dell'Unesco per le biblioteche pubbliche". Si diche che i servizi devono essere fisicamente accessibili a tutti i membri della comunità. Ciò comporta una buona localizzazione degli edifici».  «Se si abbandonano queste biblioteche decentrate, così di facile accesso per noi, si ritorna indietro di trent'anni». Ed ecco il motivo dell'appello pubblico: chiede aiuto un po' a tutti, capi di istituto, insegnanti, alla cara università del tempo libero, agli artisti tutti «che ho visto spesso venire a consultare libri e computer in biblioteca, agli studiosi e agli industriali, alcuni dei quali conobbi in passato sensibili alla cultura e a chiunque di noi innamorato della lettura e delle biblioteche di darmi una mano per conservare assieme ai suoi competenti e professionali bibliotecari le piccole decentrate biblioteche di Avenza e di Marina».

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