Il Tirreno

Arrestata, ma non era latitante

<b>PATTUGLIA.</b> La donna era stata fermata durante un controllo di routine
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PATTUGLIA. La donna era stata fermata durante un controllo di routine

Scarcerata la donna fermata dai carabinieri: i reati erano prescritti

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 MASSA. Catturata pericolosa latitante? Macchè. Franca del Bergiolo, 52 anni, i suoi problemi con la giustizia italiana li aveva risolti nel 2002. Un collegio di giudici aveva deciso il non luogo a procedere nei suoi confronti in un procedimento che la vedeva imputata per una serie di rapine effettuate da un gruppo di malviventi nella riviera apuoversiliese nella prima metà degli anni' 80.  I reati, che avevano visto aprirsi le porte del carcere per alcuni suoi conoscenti, si erano prescritti. Eppure il suo nome continuava a comparire nella lista dei super latitanti della provincia di Massa-Carrara. Perché? Nel 1971 Nanni Loy ha diretto un film sul sistema giudiziario: "Detenuto in attesa di giudizio". La pellicola racconta la storia di un ingegnere emigrato in Svezia, interpretato da Alberto Sordi. Un'estate il professionista torna nel suo paese per trascorrere una vacanza con la sua famiglia, ma alla dogana viene arrestato perché è ricercato per omicidio colposo (un ponte che aveva realizzato è caduto uccidendo un tedesco). Lui non sa di essere ricercato e passa settimane in attesa di essere interrogato dal giudice istruttore, che nel frattempo è in ferie. Verrà scagionato, ma la detenzione lo devasta psicologicamente. A Franca Del Bergiolo, emigrata in Francia nel 1986, in concomitanza di una rapina all'ufficio postale di Vittoria Apuana che in seguito le verrà contestato, è successa la stessa cosa: si trovava a Massa in vacanza da alcuni parenti (viaggiavano con lei nell'auto fermata dai carabinieri) e dopo un normale controllo a un posto di blocco si è vista portare in caserma e poi in carcere. L'appuntato che ha scoperto di avere a che fare con una "latitante" non è colpevole dell'errore, eppure tutto è partito dalla sua bravura. Quel nome gli ricordava qualcosa e con una verifica al terminale ha scoperto di avere a che fare con una rapinatrice. E l'ha ammanettata. Roba da encomio, peccato che quel nome che lui aveva letto nella lista dei latitanti doveva essere cancellato da anni. Delle due l'una: o il tribunale di Massa, che aveva la sentenza, non ha trasmesso gli atti alle forze dell'ordine, oppure lo ha fatto ma qualcuno si è dimenticato di cancellare la Del Bergiolo. Certo, la cinquantaduenne non è stata fortunata: oltre a incappare in un appuntato con una memoria fotografica (il viso gli ricordava qualcuno) è stata fermata di sabato notte. E con la domenica di mezzo si è fatta anche un giorno dietro le sbarre. Ingiusta detenzione, tanto per usare le parole esatte. E sì perché il sostituto procuratore di servizio ha controllato che ci fosse una condanna pendente, ma in procura non ha trovato nulla. E il tribunale, di domenica è più chiuso di un negozio di barbiere il lunedì. Così la verità su questa non latitante è saltata fuori soltanto un paio di giorni dopo. Con tante scuse dello Stato italiano.  Certo, la storia non finirà all'acqua di rose. Con tutta probabilità verrà aperta un'inchiesta su questo clamoroso abbaglio del sistema giudiziario. Le ultime notizie che avevano i carabinieri sulla cinquantenne risalivano al 2001, quando un magistrato francese aveva negato l'estradizione dopo che era stata fermata Oltralpe e quando l'Interpol aveva spiccato un mandato di cattura internazionale. Nulla sapeva l'Arma, però, della sentenza di proscioglimento pronunciata nel maggio 2002 dal tribunale di Massa, dopo un lungo braccio di ferro tra le procure di Massa e di Lucca per la competenza territoriale d. L'inchiesta interna - che coinvolgerà gli uffici del tribunale e i carabinieri - servirà a fare luce su un caso davvero difficile da comprendere in un mondo ipertecnologico. E pensare che l'appuntato che si era trovato di fronte la Del Bergiolo l'aveva anche descritta ai suoi superiori come una donna fredda e distaccata. Talmente distaccata da non avere più nulla a che spartire con la giustizia da nove anni.

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di Redazione web