Il Tirreno

«Quella scuola non vuole mio figlio»

L’Ipsia Barsanti
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L’Ipsia Barsanti

La denuncia di un padre: l'Ipsia Barsanti non ha accolto l'iscrizione del ragazzo perché le classi erano complete, ma poi ha preso un suo amico

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 MASSA. Quando si è sentito dire che all'Ipsia Barsanti per suo figlio non c'era posto perché le classi erano al completo, Claudio - nome di fantasia per tutelare il minore - ha pensato alla sfortuna. Il suo ragazzo in quell'istituto c'era rimasto fino ad aprile, poi era andato via per cercare fortuna in un'altra scuola. Era stato bocciato lo stesso, però. Lo studente non è di quelli facili, all'Ipsia aveva avuto a che ridire con un suo compagno extracomunitario ed era stato anche denuciato dai professori. Ma Claudio non pensava che dietro quel rifiuto a una nuova iscrizione potesse esserci dell'altro, se non che un amico di suo figlio il giorno dopo era andato all'Ipsia e si era visto accogliere la richiesta di iscrizione. Perché discriminavano il suo ragazzo? Ha provato a chiedere spiegazioni in segreteria ma la risposta è stata identica alla prima volta: «Classi in esubero». Ma all'amico intanto consegnavano i fogli per l'iscrizione.  Così l'uomo si è rivolto ai carabinieri, che hanno accolto la sua denuncia e nei prossimi giorni si recheranno al Barsanti per fare luce su questa vicenda. «Il mio ragazzo - ha raccontato ai militari - aveva deciso di cambiare scuola perché aveva avuto dei problemi con alcuni compagni della sua classe e con i suoi docenti. Così ho chiesto il nulla osta per continuare l'anno scolastico al Meucci. A giugno è stato bocciato e ha deciso di tornare di nuovo al Barsanti, ma seguendo un altro indirizzo. Una segretaria mi ha detto che le iscrizioni erano chiuse e che non c'era possibilità d'inserirlo in quanto le classi erano al completo. Anzi in esubero. Un amico di mio figlio però ha deciso d'iscriversi anche lui al Barsanti" e ha chiesto come fare in segreteria. Ieri mattina la segretaria gli ha consegnato i moduli per l'iscrizione».  A questo punto il padre è tornato al Barsanti nella speranza che si fossero liberati dei posti, ma la risposta è stata la stessa: «Classi in esubero. Ho chiesto di parlare con la vicepreside, ma la segretaria mi ha detto che era impegnata a fare gli esami. Volevo attenderla, ma l'impiegata mi ha detto che era inutile e non mi ha voluto neppure dare i moduli per l'iscrizione. Vorrei sapere perché stanno discriminando il mio ragazzo». A stabilirelo non sarà il padre dell'alunno, ma i carabinieri che come primo atto verificheranno se le classi sono effettivamente in esubero. E se ci sono state delle iscrizioni accolte in questi ultimi giorni.

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