Il dolore
Morìa di anatre e pesci sul Magliano
Claudio Figaia
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Qui sopra e in alto, carcasse di anatre nel fosso Magliano Nelle acque anche carcasse di anguille, preoccupazione tra gli abitanti
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MASSA. Galleggiano nell'acqua ferma e verdastra del fosso Magliano, ventre all'aria, zampe scomposte. Sono le carcasse di tre grosse anatre e di due germani. I volatili morti sono stati scoperti dagli abitanti della zona ieri mattina. Sconosciuta, per adesso, la causa del decesso. La morìa non ha però colpito soltanto i volatili che vivevano nel corso d'acqua: ci sono anche numerosi pesci e alcune anguille senza vita, i cui corpi galleggiano ai bordi del canale, semi-nascosti dalla vegetazione. L'allarme è scattato nella tarda mattinata di ieri ma soltanto nel pomeriggio il fenomeno è stato segnalato al servizio veterinario dell'Asl, che ha subito avviato accertamenti. Le carcasse dei volatili morti sono state prelevate e verranno inviate all'istituto di profilassi per una serie di analisi mirate ad accertare le cause della morte. Ieri, comunque, la fauna del fosso Magliano sembrava scomparsa: l'intera colonia di germani e anatre che popolano le sue rive devono essersi rifugiate nella macchia delle aree circostanti, o, forse, sono volate altrove. L'episodio segue un'altra morìa di palmipedi, avvenuta tra la fine di luglio e l'inizio di agosto su un altro torrente massese: il Ricortola. Per questo precedente caso sono ancora in corso le analisi da parte del dipartimento di Sanità pubblica veterinaria dell'Asl di Massa Carrara. I primi risultati hanno escluso un'origine infettiva alla base della morte dei volatili, mentre si attendono i risultati dei test di carattere tossicologico. Per quanto riguarda le carcasse trovate sul Magliano, invece, siamo ancora più "indietro": le analisi sulle carcasse inizieranno soltanto oggi, impossibile, dunque, capire quali possano essere state le cause che hanno portato alla morte degli animali. Secondo alcuni abitanti della zona, a uccidere anatre e pesci potrebbero essere stati diserbanti o altre sostanze chimiche usate in agricoltura raccolte dai fossi che si riversano poi nel Magliano. Di sicuro - ma questo è probabilmente un effetto del caldo e della siccità e della conseguente proliferazione di alghe e micro-organismi - da giorni le acque del Magliano appaiono scure e limacciose. Asl e Arpat (all'agenzia di protezione ambientale spetta il compito di verificare se all'origine del fenomeno vi sia un inquinamento delle acque) sono comunque al lavoro anche per accertare che non vi siano allarmi di tipo igienico-sanitario per le persone.
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