La manifestazione
Il ragazzo è caduto e ha picchiato la testa per colpa di un tombino sporgente
«Strade piene di buche»
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Una buca e un tombino in due strade massesi La protesta dei parenti di un giovane ciclista
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MASSA. Brutto incidente l'altro pomeriggio in via Lavello, dove un ragazzo in sella alla sua bicicletta è caduto battendo la testa violentemente sull'asfalto. Il capitombolo è stato causato dalla strada disconnessa, in particolare da un tombino che sporge da terra. La bicicletta del ragazzo ha urtato contro il tombino e si è ribaltata, disarcionando il ragazzo. I parenti del ferito, che ha ricevuto una prognosi di venti giorni, si sono già rivolti a un legale per fare causa al Comune. E intanto hanno anche contattato il consigliere del centrodestra Stefano Benedetti, che ha scritto al comandante dei vigili urbani Santo Tavella e agli assessori Fabrizio Brizzi, Loreno Vivoli e ai dirigenti comunali Fabio Mercadante e Gianfranco Lazzini. «Quel ragazzo - scrive Benedetti - poteva perdere la vita per colpa della mancata manutenzione delle nostre strade. Via Lavello non è un'eccezione, anzi. Stessa situazione all'incrocio tra via Bozzone e via Baracchini. In quel punto è presente una lastra circolare di ferro molto scivolosa che diventa pericolosa al passaggio degli scooter e proprio l' altra settimana una coppia di anziani è caduta rovinosamente a terra». E l'azzurro conclude: «Credo sia indispensabile intervenire per eliminare questi pericoli e garantire ai cittadini che transitano in quelle strade la giusta e dovuta sicurezza stradale, anche per evitare inutili e dispendiose azioni legale da parte di coloro che sono stati danneggiati dalle strade rotte, che presentano insidie varie a causa della mancata manutenzione da parte dell' amministrazione pubblica. Chiedo un monitoraggio su tutto il territorio, realizzando una reale mappatura di tutte le strade che presentano dissesti vari e quindi la necessità di una manutenzione o di un rifacimento del manto stradale. Eliminare le strade dissestate significa, non solo rendere più bella e silenziosa la città, ma evitare di pagare i danni ai mezzi che transitando si rompono e garantire, appunto, maggiore sicurezza ai cittadini».
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