Il Tirreno

La relazione Arpat: schiume o più probabilmente mucillaggini

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 MARINA DI CARRARA. In dettaglio, ecco i punti salienti della relazione dell'Arpat - l'agenzia regionale protezione ambiente - in merito agli accertamenti sul mare a Marina di Carrara. I parametri microbiologici ricercati nel laboratorio del Dipartimento di Pisa sono stati Escherichia coli e enterococchi intestinali: questi microrganismi - si sottolinea nella relazione del responsabile di settore, dottor Carlo Righini - sono indicatori di contaminazione fecale e la normativa vigente sulle acque di balneazione ne prevede i limiti precisi affinché un'area possa essere balneabile: l'Enterichia coli deve essere in quantità minore di 500 Mpn (Massimo numero probabile) ogni 100 millilitri, l'enterococco intestinale deve essere minore di 200 Ufc (Unità formanti colonia) ogni 100 millilitri.  Come evidenziato nella tabella, scrive Righini, «i risultati per tutti campioni mostrano valori conformi alla normativa vigente; pertanto non era in atto al momento del prelievo una contaminazione di tipo fecale nel tratto di mare analizzato; parallelamente i risultati delle analisi delle acque di mare antistante alle foci del Parmignola e Fossa Maestra mostrano che lo scarico del depuratore della Fossa Maestra non incideva in maniera significativa sulla qualità delle acque. Si può desumere che gli addensamenti superficiali segnalati possano essere correlati a produzione di schiume o meglio mucillaggini (polisaccaridi) di origine non antropica verosimilmente determinati dall'aumento della temperatura dell'acqua e dallo scarso idrodinamismo marino». Insomma, gran caldo, mare calmo.

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