Gioco
Ecco perché il marmo in ricordo dei Fabbricotti sarà installato dallErp
La lapide della discordia, Ciak Quattrini insiste: conta solo il voto degli inquilini
Sara Ligutti
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Gianni Quattrini Ciak 3 MINUTI DI LETTURA
TORANO. Continua la polemica per la targa, scolpita nel 1905, dedicata alla famiglia Fabbricotti - la famiglia che per centocinquant'anni è stata assoluta dominatrice del marmo a Carrara - che dovrebbe essere affissa a Torano all'entrata dello stabile - la "Cooperativa" - contenente i marmi donati da Bernardo Fabbricotti al paese. Questo, almeno, secondo le intenzioni di Gianni Quattrini, detto Ciak, e degli inquilini del palazzo. Ma non tutti in paese sono d'accordo con questa scelta, come ad esempio il comitato pro-Torano, che si oppone all'affissione della targa, giudicando quell'ubicazione "anti-storica". Secondo quanto racconta Ciak, gli inquilini del palazzo, sotto sollecitazione dell'Erp, si sarebbero riuniti e avrebbero votato a favore dell'installazione della targa. L'apposito spazio per la targa sarebbe già stato predisposto e il presidente dell'Erp, Luca Panfietti, conferma che gli uffici stanno procedendo e che dell'installazione se ne occuperà una ditta. Il voto favorevole dei coinquilini è confermato anche dall'assessore al sociale Massimiliano Bernardi: «La politica non c'entra nulla in questo caso. Il condominio è proprietario della targa e i condomini hanno deciso cosa farne. Il comitato pro-Torano non ha nemmeno votato, visto che è solo affittuario del fondo dove è contenuta la stele e non è proprietario di quello che c'è dentro». E conclude: «Dal punto di vista legale è tutto a posto. Questa è la volontà dei proprietari e va rispettata, il comitato non può interferire. La polemica è una cosa, la legge un'altra». Intanto, ieri, anche il Comitato pro-Torano è intervenuto con una nota scritta, per dire la sua sulla questione: «La cosiddetta lapide di Fabbricotti è stata rinvenuta nei fondi che l'associazione utilizza da ormai tredici anni per organizzare l'annuale edizione di Torano Notte e Giorno. Tale lapide ci risulta essere stata tolta dalla sede in cui era installata (un andito del palazzo sovrastante) fin dal 1955». «Il Comitato, come tutti sanno, si è fatto promotore del recupero della suddetta stele nell'edizione 2010 della rassegna "Il cielo sopra Torano", grazie al prezioso lavoro di restauro che due studentesse, sotto la supervisione del prof. Balocchi, hanno effettuato nei quindici giorni di quell'edizione. La lapide è stata poi posizionata laddove è stata rinvenuta, ossia nel fondo del Comitato pro-Torano». E il Comitato conclude: «Abbiamo immaginato che questa fosse la scelta più opportuna anche per una sua fruibilità, visto che non poteva essere posizionata nella sede originale e constatando che una nuova ubicazione sarebbe stata oggettivamente antistorica». Nicola Marchetti, membro del Comitato e residente a Torano, però, è molto più drastico, sulla vicenda. «C'è un motivo per cui la targa non era esposta» commenta. «La storia della famiglia Fabbricotti è piuttosto nota e non c'entra soltanto la loro vicinanza al fascismo. I Fabbricotti erano una famiglia che ha fatto, non il bello e cattivo tempo a Carrara, ma il cattivo tempo per centocinquant'anni». E conclude: «La targa era stata rimossa nel 1955 e adesso sarebbe imbarazzante ritrovarsela all'inizio del paese. Se fosse per me non la metterei, ma comunque non dipende da me, visto che gli inquilini hanno deciso così».
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