Attenzione
Se erano brave venivano mandate in altri locali, altrimenti abbandonate al loro destino
Circolo hard, chiusa l'inchiesta
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Una ballerina di lap dance (foto di repertorio)Ad Antona arrivavano decine e decine di ragazze rumene
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MASSA. Dopo cinque anni si chiude, con l'invio della notifica ai sedici indagati, l'inchiesta sul circolo di Antona Le Follie. Un vero e proprio nighet, dove venivano costrette a esibirsi decine di ragazze provenienti dall'est. Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Federico Manotti. Adesso gli indagati, soltanto uno è massese (Ermenegildo Nani, 57 anni), hanno venti giorni di tempo per respingere le accuse del pubblico ministero. Poi una volta valutate le loro memorie difensive Manotti deciderà se chiedere il rinvio a giugizio per tutti, per una parte di loro oppure se archiviare il procedimento. Il reclutamento. Le ragazze arrivavano in Italia per fare le ballerine di lap dance in una rete di circoli privati, ad Antona e nel resto della Toscana. Tutte avevano un permesso di soggiorno per fini turistici di tre mesi rilasciato regolarmente. In novanta giorni facevano il giro di quattro locali. Poi se erano brave e particolarmente apprezzate dalla clientela si vedevano rinnovare il visto turistico, altrimenti l'organizzazione le abbandonava al loro destino. La loro bravura veniva valutata dagli spettacolini privati che si tenevano in piccoli camerini di due metri per due, dove era impossibile non venire a contatto con l'unico spettatore che più che guardare era lì per toccare e andare oltre. Uno hard show che durava una quindicina di minuti e costava cinquanta euro. Undici dei sedici indagati, il cuore pulsante della banda, sono finiti in manette con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione, 84 delle comparse invece sono state indagate a piede libero. Il reclutamento. Le ballerine venivano scelte in Romania, dove l'organizzazione aveva un paio di osservatori. A valutare l'avvenenza delle ragazze ci pensava una donna rumena: Ionela Hristea, 42 anni. Ex entreneuse aveva tanti contatti nel suo paese d'origine e sapeva come muoversi nell'ambiente dei night club. Le giovani - tutte dai 20 ai 25 anni - sapevano che dovevano andare a lavorare in un circolo a luci rosse, ma non tutte erano a conoscenza che con i clienti dovevano essere particolarmente smaliziate fino al punto di appartarsi. Una volta composta la squadra, Hristea affidava le future lap dancer a un paio di presunti impresari. In particolare uno dei due uomini aveva il compito di accompagnare il sexy team in Italia. Un viaggio che a seconda dei casi avveniva in pulmino oppure in aereo. La prima tappa all'inizio era Antona, dove le lap dancer dovevano dare sfoggio delle loro qualità. L'inchiesta. L'inchiesta era partita a settembre del 2005. Una segnalazione al carabiniere di quartiere di Antona aveva fatto insospettire l'Arma. Così il Follie è finito sotto la lente della compagnia di Massa e della procura. I militari sono entrati nel locale e hanno visto che le ballerine non erano solo ballerine e quindi il capitano di allora - Marco Centola - aveva deciso, su ordine di Manotti, di andare a fondo della vicenda. Ed era bastato sollevare il coperchio che da quel piccolo localino era venuto fuori un giro di prostitute e di immigrate clandestine. Al Follie i carabinieri avevano pizzicato in atteggiamenti inequivocabili alcuni militari americani, di stanza a Camp Darby. L'unico massese. Nani si è sempre difeso dicendo che lui era soltanto un buttafuori e non sapeva cosa avveniva in quel circolo.
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