Il Tirreno

Tassa di soggiorno? «Prima pensiamo a quello che non va»

<b>ARENILE.</b> Turisti in battigia a Marina
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ARENILE. Turisti in battigia a Marina

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 MASSA. Di tassa di soggiorno se ne parla parecchio. Anche al tavolo del turismo. Adesso a dire la loro sono gli albergatori; Claudio Lotto, presidente della categoria per Confcommercio, traduce la sua posizione con tre parole: «Un ok condizionato».  Perchè anche pochi euro potrebbero risultare una pesante «gabella». «L'intero comparto - chiarisce Lotto - vive un equilibrio difficile e la tassa andrebbe ad aumentare l'instabilità». Poi il presidente passa in rassegna ciò che non va: «Mancano gli strumenti urbanistici (piano alberghi e piano arenile ndr), il nuovo depuratore non si sa quando sarà pronto, manca un progetto per l'aeroporto. A tutto questo si unisce l'erosione con parecchi dubbi sull'intervento in corso. Nonostante tutto, siamo pronti ad affrontare il tema della tassa di soggiorno». Ponendo, però, una condizione:«Crediamo che i fondi debbano essere indirizzati alla promozione e alla realizzazione di manifestazioni». Poi Lotto replica a Maurizio Bonugli, consigliere comunale di Sel che è intervenuto proprio sulla tassa di soggiorno, sottolineando anche l'esistenza di sacche di lavoro nero nel settore. Lotto è diretto: «Bonugli ha ricoperto ruoli di primo piano occupandosi anche di turismo. Che traccia ha lasciato della sua presenza? Si è accorto dei problemii o era da tutt'altra parte magari in Malesia a pescare perle oppure ad osservare balene in Groenladia? Lo vorremmo sapere visto che si permette di dare giudizi sconsiderati sulle capacità imprenditoriali di chi nel turismo investe fatica. Più che di nanismo imprenditoriale, fermo restando che anche gli operatori hanno le loro colpe, crediamo più opportunamente di parlare di nanismo politico. E relativamente al sommerso vorremmo rassicurare tutti quanti: il fenomeno è presente, ma le imprese serie (e sono parecchie) non percorrono tale scorciatoia».  Poi arrivano i numeri: «4500 addetti, oltre il 6% del pil provinciale». La chiusura è soft: «Offriamo comunque a tutti, anche a Sel, massima disponibilità».

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