Attenzione
Ore cruciali per la ripresa della Fermet
◗
Alberto Ricciardi Nuovo sopralluogo del prefetto, martedì appuntamento con il sindaco
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Giorni cruciali alla Fermet, azienda di commercio e lavorazione di rottami metallici, che dovrebbe riaprire i battenti lunedì dopo le ferie estive. La nuova sede sull'Aurelia, nel sito della ex Italcementi, non ha ancora ottenuto i permessi temporanei per entrare in attività e i lavoratori minacciano la protesta a fianco della proprietà. Alberto Ricciardi, patron dell'azienda, ha un appuntamento con il sindaco Angelo Zubbani per martedì mattina. «Spero che ci aiuti ad organizzare un tavolo con prefetto, presidente della Provincia e Arpat - dice Ricciardi - per ottenere i permessi che ci diano la possibilità di rimetterci in attività. Lunedì tutti i nostri concorrenti riapriranno, mentre i miei dipendenti non potranno tornare a lavorare, e non sarà facile continuare a tenerli buoni come ho fatto fino ad oggi. Vogliono portare i camion, pieni di metallo che non possiamo lavorare, sotto il Comune di Massa». C'è quindi il rischio di azioni di protesta eclatanti da parte dei 70 operai dell'azienda, perché la situazione di Fermet è in stallo ormai da parecchi mesi, da quando è stata sfrattata dall'area di via Casellotto a Massa. «D'altra parte alcuni di loro sono ex lavoratori dell'Italcementi - commenta Ricciardi - quando hanno sentito il sindaco Pucci consigliarmi la cassaintegrazione, non l'hanno presa certo bene. La cassaintegrazione l'hanno già vissuta sulla loro pelle, sanno cosa vuol dire e quando hai una famiglia non vivi un'ipotesi del genere a cuor leggero». Intanto mercoledì c'è stata la visita del prefetto, che è venuto a sincerarsi della situazione nella nuova sede operativa carrarese dell'azienda. «L'ho chiamato ed è venuto per la seconda volta a fare un sopralluogo informale - racconta Ricciardi - rendendosi conto di tutto il gran lavoro che abbiamo fatto per convertire l'area, dal 24 febbraio, giorno in cui caddero i vincoli del Sin, ad oggi. Con lui abbiamo stabilito un dialogo, come con il sindaco Zubbani: non godiamo di alcun favoritismo, ma almeno abbiamo un rapporto normale. Già questo ci sembra un paradiso, visto che a Massa ci bastonavano ogni giorno». «Noi cerchiamo di rilanciare il manufatturiero, di dare impulso alla cultura del lavoro - conclude l'imprenditore - però mi sono trovato ad avere a che fare con persone che per analizzare una pratica ci mettono tre mesi: noi in sette abbiamo riconvertito un'area di 100mila metri quadrati. Io vorrei lavorare in silenzio, non ci tengo a questa visibilità: però adesso ci servono delle risposte in tempi brevi». A.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
