Il dolore
Notte di terrore: evacuate 30 famiglie minacciate dal fuoco
Cinzia Carpita
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Bruno Cutaia 4 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Un giorno di paura, e poi una notte di terrore: è quella trascorsa dagli abitanti di Stadano, le cui case sono state minacciate dall'incendio divampato giovedì pomeriggio nei boschi e che sarebbe partito da una zona vicino all'autostrada A15 costringendo nella stessa giornata la polizia stradale a limitare il transito all'altezza di Stadano solo sulla corsia di sorpasso per un chilometro. Nella nottata i vigili del fuoco hanno fatto allontanare per precauzione un centinaio di persone dalle case più a rischio: 30 famiglie evacuate per precauzione, chi è andato da amici o parenti, chi si è temporaneamente spostata in zone di sicurezza dormendo nelle auto. Ieri la situazione era sotto controllo, tutta l'area ha continuato a essere sorvolata fino al tardo pomeriggio da Canadair ed elicotteri con getti di acqua per bonificare tutta la collina dai focolai ancora attivi. L'incendio ha divorato oltre quindici ettari di bosco e qualche terreno coltivato. La paura iniziata alle 14,30 di giovedì per le prime lingue di fuoco avvistate nei boschi, è aumentata poco prima della mezzanotte quando raffiche di vento hanno sospinto le fiamme sempre più verso le case. Sul posto una vera e propria task-force per fare un cordone protettivo attorno alle abitazioni. Vigili del fuoco arrivati da Aulla, La Spezia, Massa, Lucca e Pisa, Forestale, Comunità montana, associazioni di volontariato, protezione civile, carabinieri. Il sindaco Roberto Simoncini ha voluto rendersi conto di persona della situazione. Gli abitanti di Stadano (alcune centinaia) non hanno chiuso occhio. Il vento "girava" in continuazione costringendo a un'incessante opera di spegnimento in più punti. Due case sono state lambite dalle fiamme, e così per tutta la notte di giovedì, fino all'alba di ieri, due camionette dei pompieri con autobotti hanno stazionato davanti. Diverse autovetture parcheggiate nelle strade di Stadano sono state allontanate, perché le scintille dell'incendio, e tizzoni ardenti che si sfaldavano dagli alberi, potevano cadere sui cofani, rendendoli incandescenti, col rischio che esplodessero i serbatoi della benzina. Ieri mattina un Canadair e due elicotteri giravano di nuovo nel cielo di Stadano: la presenza costante di tutte le unità di soccorso ha rincuorato gli abitanti, ma la gente ieri mattina era ancora sotto chock: «Mai visto un incendio così. Ha distrutto tutto, alberi, campi coltivati, è arrivato a venti metri dal ristorante». Il ristorante è quello di Bruno Cutaia, che abita nella casa adiacente al suo esercizio: «Non abbiamo chiuso occhio, ce la siamo vista brutta, noi e i nostri vicini. E chi ha dormito? Anche ora (ieri mattina, ndr.) c'è il Canadair che gira, da stamattina. Il fuoco si è esteso verso Bolano. E' da giovedì alle 14,30 che stiamo in ansia, io non ho mai visto un incendio così. Il nostro ristorante in questo periodo è chiuso per lavori, ma se l'incendio ci fosse arrivato addosso, chissà che danni avrebbe potuto provocare. Per fortuna i pompieri, i volontari, la protezione civile hanno messo in sicurezza sia il nostro stabile che le altre case. L'incendio è partito a fianco dell'autostrada e salendo, la prima casa che ha minacciato è proprio la mia. L'altra sera dopo le 23 si è alzato il vento di Tramontana che ha spinto il fuoco ancor più verso di noi, allargandosi in direzione di Bolano e Tirolo. Comunque è andata bene, dall'alba abbiamo rivisto gli elicotteri, speriamo che il fuoco non ricominci. Sa? Quando si sente raccontare di incendi è una cosa, ma quando li si vive in prima persona è peggio. Anche la casa vicino alla nostra ha avuto il fuoco alla porta». E' quella della famiglia Frateschi. «Mio figlio ora è a lavorare - racconta la mamma che abita poco distante - Le fiamme sono arrivate proprio vicinissime». Maria Mura ieri mattina guardava il cielo dove volavano ancora elicotteri e un Canadair, ma guardava anche ciò che è rimasto sulla terra: «Andando verso il fiume Magra, in località Fortino e Lavaggina, è come "The day after", non c'è più nulla. Solo cenere e tizzoni di alberi. Il bosco è distrutto». Adriano Zampini ha 70 anni, vive a Stadano da quando ne aveva 7: «Il fuoco è arrivato a pochi metri dalla mia casa. E' stata una notte bianca per noi perché non abbiamo dormito, e scura per il danno portato dal fuoco. Mi ricordo di altri grossi incendi: nel 1970, nel 1975 e nel 1987. Questa volta tanti campi, anche il mio, sono stati salvati dai pompieri e dalle altre squadre. Il mio terreno lo tengo pulito, ma il fuoco è arrivato vicino alla casa. Ce la siamo vista brutta, nessuna qua ha chiuso occhio neppure per un minuto, anzi, non siamo proprio andati a letto. Io ho dato una mano, con la gomma dell'acqua, le faville accendevano nuovi focolai nel bosco. Una nottata da dimenticare». Bruna Baldassini, 80 anni, racconta: «C'era una grande nuvola fumo, non si vedeva nulla, ho il terrazzo pieno di cenere. Siamo stati svegli tutta la notte, a gettare acqua». Anche lei, fra gli anziani del paese, ricorda incendi del passato. Ma quello attuale sembra a tutti il peggiore. E ieri allarme anche a Bagnone per un altro bosco in fiamme.
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