Sicurezza
Gli atei: l'Asl non paghi i religiosi
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Lospedale di Carrara «Ci costano 92mila euro l'anno, meglio investire sull'assistenza»
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CARRARA. «L'Asl 1 è in crisi e la Regione "paga" 5 religiosi cattolici negli ospedali di Massa-Carrara con i nostri soldi»: a segnalarlo è l'Uaar, Unione degli Atei Agnostici Razionalisti di Massa-Carrara che, in una nota, sottolinea: «Le Asl toscane, grazie a un decreto regionale bipartisan Pdl-Pd, hanno deliberato di aumentare i già pingui emolumenti corrisposti alle diocesi toscane per l'assistenza spirituale negli ospedali». Il tutto - tuona l'Uaar - «in spregio ai sacrifici compiuti dai contribuenti». E aggiunge, nel documento: «In particolare riteniamo che ciò sia ancor più grave per la Asl 1 di Massa-Carrara, la cui attuale condizione di sofferenza economica, causata da sperpero di denaro pubblico non certo da parte dei cittadini utenti, dovrebbe indurre la Regione verso scelte mirate a migliorare i livelli assistenziali e le prestazioni socio sanitarie di tutti gli utenti, senza discriminazione, destinando i 92.000 euro annui destinati a Massa-Carrara ed elargiti al personale religioso, a scopi diversi e soprattutto rivolti alla totalità della popolazione utente, non solo a quella di confessione cattolica. L'Asl 1 quindi, con fondi regionali, paga 5 religiosi per l'assistenza spirituale cattolica agli ammalati, con stipendi equiparati a quelli del personale sanitario, e al contempo dichiara di non avere fondi per nuove assunzioni di personale sanitario, così prezioso e in sofferenza come non mai all'interno di reparti e distretti. Numerose sono le associazioni di volontariato che, a titolo gratuito, prestano assistenza agli infermi. A differenza di quelle, il personale religioso, per il quale tale compito sarebbe d'istituto, è sovvenzionato dalle generose contribuzioni derivanti dall'otto per mille. Come se ciò non bastasse, ecco che la Regione Toscana propone di corrispondere loro un ulteriore stipendio per l'assistenza alle persone di fede cattolica e, ritenendo tale misura insufficiente, decide addirittura di incrementarla!». Fra l'altro, l'Uaar ribadisce di non essere è ostile ad alcuna forma di credo religioso, ma osserva: «L'assistenza spirituale più che un diritto costituisce un'esigenza particolare dell'individuo, i cui oneri mai dovrebbero ricadere sull'intera collettività. Non si comprende a quale titolo l'assistenza per i soli credenti cattolici, a differenza e ad esclusivo privilegio rispetto alle altre confessioni religiose e non, debba essere pagata a carico delle Asl». E suggerisce «di destinare tali fondi alle risorse umane necessarie all'assistenza sanitaria dei nostri concittadini, sia in ospedale che sul territorio».
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