Finanza
«Fermi alle auto, mutui e case ipotecate»
Chiara Sillicani
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REDDITI. Contribuente alle prese con la compilazione della dichiarazione I clienti di Mariannina De Angeli accusano: ridotte sul lastrico diverse decine di persone
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MASSA. Basta fare un salto a Mirteto, o fermarsi poco prima, a Ortola o a Castagnola. Lì tutti raccontano la stessa storia, quella di decine di persone finite sul lastrico, costrette a fare i conti con il fermo amministrativo dell'auto o, addirittura, con l'ipoteca sulla casa. Una storia che sta facendo il giro della città, soprattutto da quando una decina di persone ha deciso di denunciare la commercialista Mariannina De Angeli con l'accusa - che dovrà ora verificare la Procura - di averli truffati. La commercialista. La professionista, dopo essersi trasferita dal centro città, lavorava in uno studio a Castagnola, per questo le hanno affidato la contabilità soprattutto persone che vivono o hanno attività da quelle parti. La De Angeli è una persona nota, anche per il suo impegno politico. Alle elezioni comunali del 2008 - basta un click sul sito del Comune per verificarlo - è stata candidata nella lista Massa al Centro, ottenendo 95 preferenze. Non solo, è sempre stata impegna nel sociale, conosciuta per il lavoro da catechista al Mirteto e per la sua massima disponibilità. Le storie. Adesso 10 persone l'hanno denunciata, l'accusano di averle truffate e di aver intascato il denaro che le avevano consegnato perchè lo versasse nelle casse dell'erario. Ma chi ha denunciato racconta - e a confermare o smentire quanto riferito sarà la Procura - di decine e decine di persone che sarebbero sul lastrico, costrette a contrarre mutui per pagare i debiti con lo Stato. Molti non se la sentono di esporsi, preferiscono non dire il loro nome. Si fa coraggio, invece, Raffaella Marchi, titolare del Bar Lupetto, a Mirteto alto. Ripercorre - chiaramente dal suo punto di vista - la vicenda: «Conoscevo la signora da 30 anni, le nostre figlie erano all'asilo insieme. La grande amicizia non mi ha mai fatto sospettare di lei, io le portavo i soldi per pagare le tasse. Poi il fermo amministrativo all'auto e lo scorso anno, a luglio è arrivata un'altra cartella, mi informavano che la mia casa era ipotecata. Sapevo di aver sempre pagato, quindi mi sono precipitata da lei e Mariannina mi ha detto che avrebbe fatto ricorso in commissione tributaria, ho firmato la domanda, ma non ne ho saputo più nulla. Ora, per sei anni, dovrò pagare 1200 euro al mese per mettermi in regola. E di problemi ne hanno avuti anche alcuni miei parenti». Si tratta chiaramente di ricostruzioni di parte che la stessa commercialista (leggi articolo accanto) e le indagini degli inquirenti potrebbero smentire. I racconti, però, sono simili e a riferirli è un vero e proprio spaccato dell'universo dei contribuenti. Ci sono elettricisti, parrucchieri, fiorai, baristi, pensionati. Un giovane artigiano - lui preferisce l'anonimato - riferisce di aver ricevuto le prime cartelle esattoriali tre anni fa: «Chiedevo aiuto alla mia commercialista. Lei mi diceva che si trattava di un errore nei controlli e e che avrebbe sistemato tutto, fin quando è arrivato l'ufficiale giudiziario. A quel punto mi sono rivolto ad un altro professionista, ho scoperto che anche due dichiarazioni dei redditi non erano state presentate e che non erano mai stati versati i contributi Inps». Qualcuno esibisce le ricevute con la firma della professionista (su cui farà verifiche la Procura) e l'accusa di non aver versato al fisco i soldi che le erano stati affidati per pagare le imposte, qualcun altro, invece, riferisce di errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Tra questi un dipendente pubblico: «I miei figli risultavano sia a carico mio, sia a carico di mia moglie, adesso faccio i conti con i debiti». A Mirteto c'è chi vorrebbe costituire un comitato per un causa civile collettiva. Certo i racconti sono una versione necessariamente di parte. La professionista potrebbe smentire le accuse mosse contro di lei. Dopo le denunce in Procura sono stati aperti alcuni fascicoli e sarà la magistratura ad accertare se esistano o meno responsabilità di Mariannina De Angeli.
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