Attenzione
Estorsione, arrestate due sorelle
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Una pattuglia di carabinieri e, a sinistra, il tribunale di Massa Picchiavano l'amica per avere soldi, poi la denuncia decisiva
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CARRARA. Alla fine, la vittima delle loro minacce e delle loro estorsioni ha detto basta, e di fronte all'ultima ed ennesima richiesta di denaro delle due "amiche" (due sorelle) - 150 euro per una macchina fotografica, perfettamente funzionante ma che sostenevano gliel'avesse rotta - ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, esasperata, stanca delle continue vessazioni. Al momento della consegna dei soldi, per le due sorelle sono scattate le manette. Sono stati i Carabinieri della stazione di Carrara, al termine di delicati accertamenti, ad arrestare le due giovani sorelle carraresi di 19 e 27 anni, V. I. e S.I. (sono state fornite solo le iniziali), con l'accusa di aver estorto denaro con minacce ad una loro amica, ex compagna di classe della sorella minore. Come detto, è stata la vittima a presentarsi ai militari dell'Arma, esasperata da una situazione che si protraeva da tempo. A seguito della denuncia della parte offesa, e solo dopo mirati ed opportuni riscontri, i militari dell'Arma concordavano le modalità di consegna dell'ultima richiesta di soldi. In sostanza le due sorelle, sostenevano che l'amica avesse rotto la macchina fotografica che le avevano lasciato in auto; altro particolare emerso nell'inchiesta, sembra fra l'altro che più volte le due sorelle avessero approfittato dei passaggi in macchina dell'amica. Comunque, per ripagare l'apparecchio fotografico le chiedono quindi 150 euro, anche se la macchina era funzionante; l'appuntamento è sotto casa, i militari in abiti borghesi sono nei paraggi, e al momento della consegna delle banconote escono allo scoperto, cogliendo sul fatto le due sorelle mentre nascondevano i soldi sotto lo zerbino di casa. Un arresto in flagranza, quindi. Ma quest'ultimo episodio - così è stato ricostruito dagli investigatori - è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La richiesta dei soldi per l'apparecchio fotografico si inserirebbe infatti in una storia di soprusi grandi e piccoli; in almeno due circostanze, le minacce delle due sorelle verso l'"amica" erano state precedute dalle botte, con lesioni personali ma anche vessazioni verbali. Agli atti dell'inchiesta ci sono anche referti del pronto soccorso, ai quali aveva dovuto rivolgersi la vittima, sopraffatta dalle due sorelle-complici. L'arresto delle due sorelle prepotenti rappresenta quindi la fine di un incubo per la giovane carrarese, di famiglia perbene, e che per tanto troppo tempo è stata utilizzata quasi come un "bancomat" dalle "amiche". Dopo l'arresto, operato con la massima discrezione dai Carabinieri, le due giovani sono state portate in carcere; nella mattinata di ieri il giudice del Tribunale di Massa ha convalidato l'arresto, e poi ha deciso di applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari. L'inchiesta adesso va avanti con la fase delle indagini preliminari, in cui dovranno essere ricostruiti con puntiglio i rapporti fra le tre giovani. La giovane vittima, soggiogata, adesso può finalmente tornare a vivere con tranquillità. Una cosa è certa: la denuncia ai carabinieri - presentata in accordo con i genitori, una famiglia a quanto risulta conosciuta - e la successiva inchiesta hanno messo in luce un atteggiamento di prepotenza basato anche sulla maggiore prestanza fisica. Non è escluso che nei prossimi giorni le due sorelle siano ulteriormente ascoltate dalla magistratura. È evidente che anche loro avranno diritto a difendersi e a formulare in modo più dettagliato una linea difensiva. M.B.
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