Il Tirreno

Sanità, sul Pal si ricomincia da zero

L’ospedale di Carrara
◗
L’ospedale di Carrara

La direzione scrive a Cisl e Uil: quella bozza «non esiste»

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. «Tanto tuonò che piovve: alla fine la Direzione Generale della Asl ha messo nero su bianco l'inesistenza del Pal (il piano attuativo locale, strumento di programmazione sanitaria pluriennale, ndr) nella sua forma ufficiale e formale ed ha scritto al sindacato confederale per comunicare la cosa. In pratica non esiste. Allorquando sarà pronta una proposta questa sarà inviata alla Conferenza dei Sindaci e quindi aperta al confronto con le parti sociali»: a sottolinearlo, in una nota congiunta, le segreterie confederali di Cisl e Uil.  «In pratica - aggiungono i sindacati - dopo ripetute richieste di incontro del sindacato confederale provinciale alla fine arriva una prima risposta, quanto meno chiara, sul punto. Evidentemente l'imbarazzo era palpabile dopo che una "bozza" ad uso interno era circolata fuori. Quella era la posizione diciamo tecnica dell'azienda: la cosa evidentemente, sia pure solo istruttoria, era quindi così indirizzata, quelle erano le "prime" intenzioni. Insomma da lì bisogna ripartire? Ci pare, quello, un punto di vista eccessivamente penalizzante: se occorre ristrutturare la sanità ospedaliera in attesa dell' ospedale nuovo allora si dividano le difficoltà in modo da renderle accettabili. Da entrambe le città».  Ricordano Cisl e Uil: «Chiedemmo, nei mesi addietro, che fosse fatta chiarezza sulle modalità, le condizioni che avevano creato il maxi buco e che comunque continuano a creare un disavanzo così importante (45/50 mln?). Nessuno si è fatto vivo, nessuno argomenta, nessuno circostanzia, nemmeno per sommi capi. Bisogna "fidarsi"?! Le ricadute sociali sono talmente importanti ed evidenti che - riteniamo - nella nostra autonomia di parti sociali, occorra da una parte dimostrare responsabilità, ma dall'altra però essere messi in condizione di capire, di valutare. Nell'interesse dei cittadini, dei lavoratori, dei pensionati. Capire se la quota capitaria (le risorse cioè che la Regione invia(va) a Massa Carrara) sono uguali o inferiori a quelle della altre aziende sanitarie». E ancora: «Capire cosa significhi in termine di sacrifici per il personale ovvero riorganizzazioni "forzate" la mancanza di turn over che comincia ad essere importante, da un anno a questa parte. Capire come si intende arrivare all'Ospedale nuovo, (3 anni?) senza macelleria socio sanitaria. Con equa ripartizione. Capire come si vuole organizzare la sanità territoriale, i Distretti, prima e dopo l'entrata in esercizio dell'Ospedale di viale Mattei, consapevoli che una disorganizzazione o peggio dimenticanze organizzative creerebbero nelle due Città drmami sociali, al limite della rivolta. Capire il senso di questa "stretta" complessiva sulle liste di attesa, sui servizi, sulla prevenzione: lo consideriamo miope e foriero di ulteriori costi futuri oltre ai danni alle persone che non possono curarsi nei tempi che la malattia richiede. Le malattie non aspettano. Nuovamente siamo disponibili ad un confronto, nuovamente chiediamo di essere coinvolti nella programmzazione sanitaria per poi esprimerci prima delle scelte definitive», concludono Cisl e Uil.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa