Proteste
Tutti al Caaf: aiuto, qual è il mio Isee?
Code per avere l'attestazione e telefonate al Cup, ma basta anche autocertificare
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MASSA. L'Italia, ahimè, non è il paese degli onesti, visto che l'evasione fiscale è un "vizietto" assai diffuso. Ma - a quanto pare - gli onesti sono più di quanto si creda. Per averne conferma basta fare un salto agli uffici Caaf e ai patronati: decine di persone in coda, con il solo scopo di mettersi in regola. Vogliono conoscere nel dettaglio l'applicazione dei ticket aggiuntivi e, soprattutto, chiedono l'attestazione Isee, per evitare errori e incorrere in una multa. E chi non si presenta di persona agli uffici, si affida al telefono o alle mail. Il dottor Enrico Raggi è il referente dell'azienda sanitaria per i nuovi ticket. La sua casella mail scotta: «I pazienti sono comprensivi, ma sono tantissime le chiamate al numero verde del centro unico prenotazioni. Molti mi hanno scritto illustrandomi la propria posizione, anche in relazione al reddito e all'esenzione. Noi rassicuriamo chi è già esente (e non deve versare un centesimo per il ticket) e invitimo chi vuole notizie dettagliate sulla sua situazione reddituale a rivolgersi agli uffici competenti». Quegli uffici sono, appunto i Caaf. Davide Colonnata è il responsabile del 50&Più Enasco (legato a Confcommercio), in via Chiesa. In media ggli impeigati elaborano 50 attestazioni Isee a settimana, ieri è bastata una mattinata per farne 27. «C'è molto allarmismo - spiega - la stampa ha dato informazioni, ma qualcuno non sa bene cosa sia l'Isee e si preoccupa». Così la coda negli uffici c'è: molti vogliono saperne di più. Non tutti, però, escono dai Caaf con l'attestazione Isee tra le mani. «Ci sono situazioni - prosegue Colonnata - in cui non è necessario l'Isee, è sufficiente riferirsi al reddito riportato sul Cud». Un concetto che ribadisce anche Emanuele Bertocchi, responsabile del patronato Epaca (legato a Coldiretti). Il patronato non stende dichiarazion, nè calcola l'Isee, ma fornisce informazioni agli utenti su dichiarazioni e fisco. Di gente ne arriva tanta: «C'è il pienone - racconta Bertocchi - chi ha fatto la dichiarazione dei redditi rivolgendosi al nostro Caaf, adesso vuole saperne di più. Qualcuno è perplesso, l'importante, però, è chiarire che ogni posizione va verificata, in alcuni casi è più conveniente certificare riportando il reddito Irpef». Soprattutto per i lavoratori dipendenti. In parole semplici: prendi il Cud di ciascun componente familiare (o di chi ce l'ha), individui i redditi Irpef e - se sono più di uno - li sommi. Il dato ottenuto è il reddito familiare da indicare nell'autocertificazione. Relativamente semplice, quindi. Ai Caaf dunque, il duro compito di spiegare cosa convenga al singolo utente. Senza dimenticare che l'attestazione Isee al cittadino non costa - se non indirettamente - un centesimo, ma costa allo Stato che per ogni documento prodotto, versa una cifra pattuita agli uffici. C.S.
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