Il Tirreno

«Tassa di soggiorno contro il lavoro nero»

Sel: usare i soldi in arrivo per migliorare l'offerta per il turismo

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 MASSA. La "tassa di soggiorno" potrebbe presto essere introdotta anche a Massa. Ma la discussione sull'utilizzo dei proventi del nuovo balzello per i turisti è ancora aperta. Il consigliere comunale di Sel Maurizio Bonugli propone di utilizzare parte di reinvestire quei fondi nello stesso settore turistico anche, tra l'altro, per «l'emersione del lavoro nero nel comparto turistico, una realtà purtroppo ancora presente».  Il discorso di Bonugli parte definendo la "manovra-bis" varata dal Governo «ammazza-Comuni». «Per questo - propone Bonugli, facendo eco alle dichiarazioni del sindaco e dell'assessore al Bilancio Alessandro Volpi - la cosiddetta "tassa di soggiorno" può diventare una opportunità alla condizione che sia destinata non solo ad una categoria economica in esclusiva ma, al contrario, in favore dell'intera collettività massese e dei nostri ospiti». Bonugli chiede quindi di concertare con le categorie, le imprese, i sindacati e l'associazionismo diffuso come destinare il maggior gettito in entrata derivante dalla tassa di soggiorno: una cifra quantificabile attorno ai 2 - 3 milioni di euro.  «Quell'ingente iniezione di risorse - spiega il rappresentante di Sinistra, Ecologia e Libertà - non può che essere destinata in larga parte (almeno il 60%) al potenziamento dei cosiddetti servizi di civiltà: decoro, arredo e igiene urbana, servizi alla persona, trasporto, mobilità e parcheggi, manutenzione e valorizzazione delle aree verdi, depurazione e balneabilità delle acque, spiagge libere, spiagge pubbliche attrezzate e accesso al mare». Un'altra parte andrebbe spesa nella programmazione dell'offerta culturale, nella promozione e realizzazione degli eventi e nell'organizzazione dell'informazione e dell'accoglienza turistica.  «Le restanti risorse - va avanti il consigliere - andrebbero utilizzate per nuove azioni promozionali». Bonugli chiede anche che gli interventi servano a far sparire quello che definisce «nanismo imprenditoriale». «La formazione professionale permanente degli imprenditori - continua - porterebbe nnovazione dei loro prodotti. Così si uscirebbe, una volta per tutte, dall'eccesso di rendita corporativa, di assistenzialismo». Il finale è dedicato al lavoro nero. «Forti incentivi - conclude Bonugli - dovrebbero andare in favore di politiche virtuose per l'emersione del lavoro nero».

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