Lutto
IL LIBRO DI LINO BUSELLI
L'Unità d'Italia vista dalla provincia apuana
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CARRARA. Un libro per celebrare i fatti dell'Unità d'Italia, per come il nostro territorio li conobbe, e il contributo di idee e vite, che Carrara ha donato alla causa patriottica. "L'Unità d'Italia a Massa e Carrara", voluto dal Lions Club Massa e Carrara Host, ospita interventi e saggi di diversi storici, composti in volume dal presidente Lions Lino Buselli (nella foto). «Un'analisi dei profili che hanno caratterizzato il periodo storico - scrive Buselli nella prefazione - in un'area estremamente eterogenea come quella apuana, un quadro della situazione riguardo ai vari aspetti della società». La parte del leone spetta all'approfondito studio del professor Beniamino Gemignani, che ci porta a conoscere (o ad approfondire la conoscenza di) fini intellettuali carraresi come Pellegrino Rossi, Pietro Tenerani o Emanuele Repetti. Cavour nel 1861 indicò la morte del primo come: «una delle più grandi sventure che siano toccate all'Italia. Intendo parlare di Pellegrino Rossi, che nel 1815 proclamò il principio dell'Unità d'Italia». Per passare poi al racconto dei moti, per come si svolsero alle pendici delle Apuane, per mezzo delle mani del popolo. «A Carara i vàn a festa, ai monti a la furèsta!'N ti Fati dl tréntun, sàble e s'ciòpi'n mézz ai prùn!», era uno stornello rusticano sui moti del 1831, che raccontava delle macchie di vegetazione, in cui stavano nascoste le sciabole e gli schioppi. Spazio anche a gustosi anedditi, come quello di Indro Montanelli che, in visita al Duomo, rimane stupito davanti al bassorilievo del 1861, opera di Giuseppe Fabbricotti, che celebra con simbologie guerresche, la richiesta di annessione al Piemonte da parte del Municipio di Carrara. Proprio lì, nel cuore dell'edificio religioso più importante della città. Gli altri contributi sono di Duino Ceschi, Mariano Lallai, Giovanni Maggini, Paolo Pelù, Olga Raffo, Daniele Canali, Fausto Marchetti, Cesare Piccioli, Severina Russo, Renato Carozzi, Chiara Antonia Costa e Luigi Mussi. A.B.
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