La manifestazione
Dopo l’azzeramento della giunta a Fivizzano, il Pd nel mirino per l’Unione dei Comuni
Braccio di ferro Grassi-Rossetti
Il sindaco: ma no, solo incomprensioni all'interno del gruppo
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FIVIZZANO. Si dovrà aspettare fino al prossimo 6 settembre, giorno in cui è stato convocato il consiglio comunale di Fivizzano, per la nomina dei nuovi assessori, per capire se a bruciare all'interno del Partito democratico fivizzanese sia un fuoco di paglia oppure un vero e proprio incendio. Il sindaco Paolo Grassi l'altro ieri ha azzerato la giunta perché al consiglio comunale convocato per sancire l'adesione all'Unione dei Comuni della Lunigiana erano assenti ben cinque consiglieri del Pd, tra i quali il capo gruppo Massimo Plicanti e il presidente del consiglio e assessore Giovanni Poleschi. Mancando il numero legale l'assise è saltata facendo infuriare il primo cittadino che ha così deciso il "tutti a casa" per i suoi assessori. Qualcuno sussurra che sia sorto un braccio di ferro tra Grassi e il suo predecessore Loris Rossetti (ora presidente della commissione agricoltura in Regione e membro del direttivo provinciale del Pd), sulla scelta del nome del rappresentante della maggioranza in seno all'Unione. Grassi propone il consigliere Vittorio Marcelli mentre ai Rossettiani pare piaccia di più Federico Cardellini. Ma il sindaco Grassi nega ci siano divergenze con Rossetti sostenendo che «incomprensioni, casomai ci sono all'interno del gruppo con persone vicine a Rossetti». Insomma per il sindaco il dato di fatto è che c'è stato un azzeramento della giunta e da qui si riparte senza aggiungere possibili nomi degli assessori del "Grassi bis". Gli fa eco il segretario comunale dei Democratici fivizzanesi Alberto Putamorsi: «Il riassetto dell'amministrazione avverrà in base alla costituzione dell'Unione dei Comuni, sono certo che entro il 6 settembre sarà costituita la nuova giunta». E sulla vicenda cosa dice l'opposizione? «Dal punto di vista amministrativo riteniamo - sostengono i consiglieri Emauele Mastrini, Daniele Rossi, Oriano Spadoni e Almo Farina - che nessuno se ne accorgerà non ricordando, in due anni, un atto rilevante portato avanti dagli assessori. La scissione interna al Pd si è giocata tutta sulla nomina del delegato nell'Unione dei Comuni. In un momento storico in cui si chiede alla politica tutta, dal livello nazionale a quello locale, di mettere da parte personalismi e corse agli incarichi, il Pd di Fivizzano riesce a far saltare un consiglio ed azzerare una giunta per una questione di equilibri interni legati alla distribuzione di poltrone. Risulta ovvio che, come in molti avevamo sospettato, l'Unione dei Comuni così come viene proposta non è un progetto di riorganizzazione efficiente dei livelli di gestione della cosa pubblica nel territorio Lunigianese ma l'ennesimo luogo attraverso cui far passare equilibri di potere e regolamenti di conti interni ai partiti di maggioranza». Frecciate anche al presidente del consiglio Giovanni Poleschi. «Resta da capire chi realmente detti le regole del gioco, e resta il legittimo dubbio di una figura politica che nell'ombra continua a "governare" su Fivizzano».
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