Finanza
Il caso Fermet. Appello di Alberto Ricciardi per il sito carrarese della ex Italcementi
«Vogliamo solo lavorare»
Andrea Bonatti
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Il patron della Fermet Il patron dell'azienda chiede i permessi provvisori
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CARRARA. «Non siamo in condizione di lavorare: quel piazzale pieno di camion fermi, significa che stiamo perdendo migliaia di euro ogni settimana. Ma alla cassa integrazione per i nostri lavoratori, come ci hanno suggerito, non ci penso proprio: siamo un'azienda florida, che si trova in questa empasse solo perché il Comune di Massa ci ha messo i bastoni tra le ruote». È un fiume in piena Alberto Ricciardi, patron di Fermet, azienda leader nella raccolta e trasformazione di materiale metallico. Con un fatturato di centinaia di milioni di euro l'anno, e un travagliato trasferimento in corso, da via Casellotto a Massa all'area ex Italcementi lungo l'Aurelia, nel Comune di Carrara. Un vero e proprio sfratto voluto dal Comune di Massa, secondo Fermet, motivato dalla necessità di lasciare che Rete Ferroviaria Italiana costruisse nel vecchio sito un sottopassaggio ferroviario. «Invece i lavori delle Ferrovie sono fermi - dice Ricciardi - mentre a noi nel frattempo ci hanno messo in ginocchio». «Avevamo chiesto un tavolo tecnico per vedere di rimanere in una porzione dell'area di via Casellotto - spiega Ricciardi - mentre eseguivamo i lavori per poterci trasferire: noi avremmo potuto continuare l'attività e le Ferrovie avrebbero potuto cominciare a scavare». E ancora: «A marzo abbiamo chiesto di poter restare ancora quattro mesi nell'area Casellotto - continua - perché il maltempo aveva fortemente rallentati qua all'ex Italcementi: negata anche questa proroga. Allora ci hanno indicato uno spazio su via Riccardi per lavorare gli scarti ferrosi: da poco ci è arrivata una diffida dall'Arpat che ci obbliga a chiudere anche quel cantiere». Neanche a farlo apposta, mentre raccogliamo queste parole un dipendente consegna a Ricciardi un paio di fogli: ancora un'altra diffida, questa volta dalla Provincia. «C'è un accanimento nei nostri confronti - accusa il presidente - l'unica spiegazione che mi do, è che non è mai stato perdonato il mio impegno politico contro l'attuale sindaco Pucci». Poi inizia la conferenza stampa, si parla anche delle recenti proteste di molti cittadini che abitano attorno all'area sull'Aurelia, e si sono lamentate dei rumori e della polvere. «Ho avuto contatti personali con i residenti - racconta Ricciardi- li ho invitati a vedere cosa stiamo facendo e sono venuti. Mi sono scusato per i disagi, e ho cercato di spiegare che questa è una situazione di emergenza. D'altra parte abbiamo fatto la ristrutturazione di 100mila metri quadrati di superficie, su un'area su cui solo un anno fa c'era un'altra azienda, oltretutto con i vincoli del Sin. Tutto con le nostre forze, non abbiamo ottenuto una mano da nessuno». Un'opera che potrebbe vedere la luce presto: «Per noi i lavori sono fatti al 98% - spiega Ricciardi - stiamo ultimando l'allacciamento al depuratore, dobbiamo interrare alcune linee elettriche, abbiamo un nuovo sistema antincendio da 320mila litri e una nuova pesa. E poi la nuova linea ferroviaria che è un fiore all'occhiello. Noi saremmo pronti in tre giorni lavorativi, stiamo solo apsettando le autorizzazioni». Subito dopo tocca a Renzo Pontelli parlare a nome dei 70 lavoratori Fermet, che da mesi si sentono sulla lama del rasoio: «Con la crisi di lavoro che c'è, il trattamento che sta subendo questa azienda è una vergogna - sottolinea - oltre a noi che siamo 70, ci sono almeno altri 50 lavoratori dell'indotto da tutelare. Vogliamo che siano dati i permessi provvisori per iniziare l'attività sull'area Italcementi: in questo momento siamo in pratica senza lavoro pur avendolo». «La prima necessità è un'autorizzazione per riniziare a lavorare su una superficie di circa 10mila metri quadri, magari dal lato dell'Enel il più lontano dalle case - propone Marco Corbelli, direttore commerciale Fermet - poi in pochi mesi potremmo arrivare alla piena operatività. Ci piacerebbe essere pronti per marzo 2012, quando festeggeremo il trentennale». IL GRUPPO FERMET. Ricordiamo che il gruppo Fermet è nato nel 1982, e riunisce oggi diverse aziende di successo nel campo della gestione di rottami ferrosi e metallici. Fattura circa 200 milioni di euro l'anno, lavorando 700mila tonnellate di rifiuti metallici, e ha ottenuto commesse per i prossimi sette anni. Il patron è Alberto Ricciardi, di Romagnano. Fermet srl ha sedi a Lonato, provincia di Brescia, Massa, Viareggio, Leinì, in provincia di Torino, e quella, in fase di completamento, di Carrara, nell'area prima occupata dall'Italcementi. Dall'anno scorso Fermet è main sponsor della Carrarese, mentre in precedenza è stato finanziatore della squadra di calcio di Romagnano e di varie attività a Massa.
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