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Strage di Vinca, lo storico Baroni insiste: forti responsabilità dei fascisti carrarini
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Lo storico Fabio Baroni 2 MINUTI DI LETTURA
VINCA. A Vinca si terrà la commemorazione del 67ª anniversario della strage nazifascista. Il 24 agosto del 1944 le truppe naziste perpetrarono uno dei più efferati eccidi: 174 le vittime, perlopiù donne e bambini. Il programma della cerimonia prevede alle 9: deposizione della corona al monumento ai caduti di Gragnola; 9,30 a Vinca ricevimento delle autorità, delegazioni, gonfaloni; alle 10 messa in suffragio ai caduti; alle 11 commemorazione ufficiale tenuta dal sindaco di Sant'Anna di Stazzema, altra località martire per la strage subita il 12 agosto del '44, Michele Silicani. E sulla vicenda c'è da registrare l'intervento del noto storico lunigianese prof. Fabio Baroni, il quale punta ancora i riflettori sulle responsabilità avute nell'efferata strage da parte di alcuni cittadini di Carrara. «Ci sono questioni che non si possono archiviare, purtroppo - scrive Baroni - una di queste è il carattere italiano della strage di Vinca. Ho tralasciato, lo scorso anno, di tornare sull'argomento, che mi aveva prodotto offese e denigrazioni, affidando la dimostrazione della partecipazione massiccia di italiani, e in gran parte carrarini, alla strage ad uno scritto scientifico dal titolo significativo: "La strage di Vinca. Un olocausto che attende verità", pubblicato sull'ultimo numero di Cronaca e Storia di Val di Magra. Da quello scritto si evince ancor di più la responsabilità dei fascisti carrarini, inviati da una importante autorità, allora, a Carrara, non solo nella strage ma negli atti più efferati di quella strage».
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