Il Tirreno

Schianto con lo scooter, muore a 16 anni

Il paletto su cui è finito e sopra, lo scooter di Max
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Il paletto su cui è finito e sopra, lo scooter di Max

Stava tornando a casa ma è finito contro un paletto anti-parcheggi

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 CASTELNUOVO MAGRA. Una curva affrontata chissà quante volte per tornare a casa: ma il destino davvero crudele era in agguato, lo scooter ha avuto uno scarto in curva, una frazione di secondo ed è finito contro il paletto dissuasore-anti parcheggi.  Ed è stata la tragedia. È morto così Massimiliano Dell'Amico a soli 16 anni, ne avrebbe compiuti 17 il prossimo 10 novembre. Se l'è portato via la strada, in via delle Colline poco distante dal campo sportivo, e a pochi metri dalla sua abitazione di via Carbonara, a Castelnuovo Magra, in un incidente che nessuno ha visto e che toccherà alla Polizia Municipale riscostruire.  Il giovanissimo studente (e sportivo: per anni ha giocato nell'Hockey Sarzana) viveva con la madre Elisabetta Sacconi, guida turistica ed esperta culturale e di antiquariato molto conosciuta sia a Castelnuovo che a Sarzana, e la sorella Martina di 20 anni. Il padre, Giancarlo Dell'Amico, di professione saldatore, è anche un noto sportivo, ex portiere in molte squadre di Carrara; si è trasferito da tempo per motivi di lavoro in Veneto, dopo aver lavorato al porto di Spezia ed altre esperienze all'estero. La coppia è separata.  La tragedia si è consumata poco prima delle 14, mentre Massimiliano stava percorrendo via delle Colline con il suo Yamaha Aerox blu, uno scooter 50 di cilindrata. Una strada che conosceva benissimo, che aveva percorso centinaia di volte. All'uscita di una semicurva, ha perso per un attimo il controllo del mezzo e ha sbandato violentemente all'inizio del rettilineo successivo. Avrebbe urtato contro il paletto di ferro anti-parcheggi, posto su un marciapiede, e poi è stato sbalzato dal mezzo. L'impatto a terra è stato violentissimo.  Il rumore richiama l'attenzione degli abitanti di un palazzo, proprio di fronte al luogo della disgrazia, che chiamano immediatamente il 118. Massimiliano è riverso sull'asfalto e ha perso conoscenza, il suo scooter è a trenta metri di distanza da lui, in mezzo alla strada. Quando arrivano i volontari del 118, le condizioni del ragazzo sono già disperate: gli praticano il massaggio cardiaco per tentare di rianimarlo sul luogo, mentre aspettano l'intervento dell'elisoccorso, per un trasporto urgente all'ospedale Sant'Andrea della Spezia.  Sulle prime le manovre sembrano portare qualche miglioramento, ma è solo un'illusione. Troppo estesi i traumi alla testa, Massimiliano muore mentre i sanitari tentano di stabilizzarlo, poco prima che lo carichino sull'elicottero, che si è posato a poche centinaia di metri dalla strada, nel parcheggio del centro commerciale "La Miniera".  Una tragica fatalità, il ragazzo indossava il regolare casco, di quelli però aperti sul davanti, che non l'ha protetto dall'urto frontale.  La Polizia Municipale di Castelnuovo è già sul posto, e mestamente compie i suoi rilievi per tentare di capire la dinamica di un incidente che non ha testimoni oculari. È il vicecomandante Marina Ricci a telefonare alla madre, che in quel momento si trova al mare, per darle la terribile notizia. Si conoscono da tempo, perché quasi tutti conoscono Elisabetta Sacconi, che fa la guida turistica e collabora con l'assessorato al Turismo del Comune di Castelnuovo.  E intanto, sul luogo dell'incidente è un mesto via-vai dei tantissimi amici di Massimiliano; e più tardi, anche all'obitorio di Spezia, un mesto pellegrinaggio. Tutti a stringersi attorno ai genitori e alla sorella, distrutti dal dolore.  Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta, lo scooter di Max - così lo chiamavano gli amici e così aveva scelto di chiamarsi su Facebook - è stato posto sotto sequestro. A.B.

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di Redazione Pisa