Il Tirreno

La Provincia è senza soldi: in vendita i palazzi storici

Rossana Lazzini
Il palazzo della Provincia in via Cavour
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Il palazzo della Provincia in via Cavour

All'asta pubblica i palazzi dell'amministrazione per trovare nove milioni. La prima vendita è stata fissata per il 7 ottobre. Tra i beni l'immobile di via Cavour. Benedetti non ci sta

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MASSA.Palazzi storici, ex caserme, case cantoniere, appartamenti, immobili che la provincia di Massa Carrara intende vendere e che porterebbero nelle casse dell'ente pubblico circa 9 milioni di euro. Una notizia che ha destato crande perplessità in tutta la provincia. È stata indetta un'asta pubblica per la vendita di parte del patrimonio di proprietà della provincia per il 7 ottobre prossimo.

Tra i beni messi in vendita spicca il palazzo di via Cavour a Massa, zona centrale della città e che quindi ha un grandissimo valore di mercato e che viene messo in vendita per 2.879.300 euro. Stiamo parlando di un complesso immobiliare di 1500 metri quadrati ai quali vanno aggiunti i parcheggi e una corte interna.

Di grande pregio anche la palazzina storica sita in via Farini a Carrara che verrebbe messa in vendita alla cifra di 1.660.000 euro. Nell'elenco preparato dall'amministrazione provinciale si trovano anche un paio di appartamenti uno a Massa e uno a Carrara del valore di circa 300 mila euro. La provincia cercherà di ricavare anche 1.500.000 euro attraverso la vendita dell'ex caserma dei carabinieri di Pontremoli. Una scelta che l'amministrazione provinciale ha preso per cercare di raccogliere un po' di risorse.

Il consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti commenta così. «Vi sono alcune questioni che vorrei evidenziare affinchè la corte dei conti possa accertarle e la provincia stessa. I valori posti a base d'asta per un totale di 9.116.100 euro sembrerebbero essere particolarmente bassi ed anche considerando eventauli rilanci - prosegue - piuttosto alti e improbabili fino al 40%, la cifra realizzata dalle vendite potrebbe essere di euro 12 milioni circa che, a mio avviso, sarebbe ancora poca cosa rispetto al valore reale e commerciale degli immobili in questione».

Secondo Benedetti in questa decisione l'amministrazione provinciale avrebbe dovuto coinvolgere anche la popolazione. «Perché la provincia prima di mettere in vendita all'asta questi importanti immobili non ha provveduto ad effettuare una politica di tagli istituzionali e degli sprechi,tale,da poter superare le difficoltà finanziarie, evitando l'inutile alienazione del patrimonio pubblico».

Benedetti chiede al presidente della Provincia Osvaldo Angeli di bloccare questa iniziativa: «Chiedo al presidente Angeli di rivedere la questione e di provvedere ad annullare l'avviso di gara. La proposta è quella di tagliare volontariamente almeno 50% del suo stipendio e di quello della giunta e nel contempo di invitare tutti i consiglieri provinciali a rinunciare almeno al 50% del del gettone di presenza».

Comunque secondo Benedetti questa decisione presa dall'amministrazione provinciale deve essere maggiormente pubblicizzata. «Per ora non ho visto comunicazioni di nessun genere di questa asta pubblica e nel merito, mi pare di ricordare che l'assessore di competenza, qualche tempo fà, aveva dichiarato che la situazione economico finanziaria della Provincia era talmente grave da non permettergli la pubblicazione dei bandi pubblici sui quotidiani».

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