Il Tirreno

Disabile "prigioniero" in casa chiede aiuto al presidente Rossi

Disabile "prigioniero" in casa chiede aiuto al presidente Rossi

1 MINUTI DI LETTURA





«Presidente Rossi, la invito a casa mia, per farle capire come sono costretto a vivere. Per favore mi aiuti». E' l'appello di Gino Ricci, un cittadino disabile che vive a Casette, frazione montana del comune di Massa. Ha 61 anni, è costretto su una sedia a rotelle da una vita e da sette anni è «prigioniero» della sua stessa casa, per colpa di lavori mal fatti ad uno scivolo che avrebbe dovuto permettergli di raggiungere la strada principale, ma che invece fu costruito con una pendenza del 30%, diventando così per lui una discesa impraticabile.

«Per uscire di casa mi serve l'aiuto di quattro persone - racconta Ricci - mia moglie da sola non ce la fa, dallo scivolo non posso passare, rischio la morte e mi rimane una seconda via fatta di 12 scalini. In pratica sono prigioniero». I lavori allo scivolo nel 2004 furono inseriti nel progetto della Regione Toscana per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle province e furono pagati 80 mila euro.

LA RISPOSTA DI ROSSI

Non si è fatta attendere la risposta di Enrico Rossi_ «Mi impegno a verificare - ha detto il presidente della Regione -  il prima possibile con gli uffici regionali e con lo stesso Comune la possibilità di un intervento sollecito e risolutivo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore