Il dolore
Sos per il centro alcologico
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Il monoblocco e il dramma dellalcolismo Gli utenti e i familiari: all'Asl chiediamo chiarezza sul futuro
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CARRARA. Nuovo allarme per la sanità apuana. Questa volta scatta, e non è la prima volta, per il centro alcologico di Sant'Antonio. A lanciarlo sono utenti e familiari in una lunga lettera corredata di firme. «Siamo un gruppo di ex alcolisti in trattamento e, con i nostri familiari, abbiamo iniziato il percorso di riabilitazione presso il Centro Alcologico di Carrara, a Sant' Antonio. Molti di noi hanno iniziato quando il Centro era a Carrara in via Bartolini, poi a seguito di sfratto, siamo stati spostati in altra sede provvisoria e poi finalmente accolti presso l'attuale sede a S.Antonio». «Tantissime sono le famiglie che come noi sono seguite dal Centro, che hanno fatto il percorso e che ora stanno bene e hanno risolto gli infiniti problemi che ha una famiglia con un problema alcolico - prosegue la lettera di utenti e familiari - E allora il problema dove è? E' presto detto; che questo Centro Alcologico e il metodo Triad hanno sempre avuto problemi di strutture, di personale, di sopravvivenza e riconoscimento e, ora che la crisi generale sta mordendo, e in particolare quella dell'Asl con il famoso "buco", le prospettive sono nere (basti pensare che l'alcolimetro lo abbiamo donato noi utenti al Centro dopo tanti anni). Il Centro funziona con un medico e tre operatori, infermieri professionali, specializzati e motivati, che sono prossimi al pensionamento. I conduttori volontari dei nostri gruppi territoriali di riabilitazione sono stati formati e preparati dagli operatori del centro Asl e da questi supportati e coordinati continuamente. Le nostre attività riabilitative e sociali sono articolate in vari settori della società e ci aiutano a modificare i comportamenti e gli stili di vita, non solo singoli ma anche della famiglia, parenti e amici. L'Asl ha intenzione di dare continuita' a questa esperienza? E come? Questi i nostri dubbi e preoccupazione per il futuro. Le storie personali di chi scrive sono la testimonianza vivente dell'efficacia del metodo. Ci domandiamo se è giusto abbandonare persone e famiglie fragili e in sofferenza in nome di puri conteggi economici, e che, se abbandonati, potrebbero ricadere e tornare a incidere su spese sanitarie e costi sociali. Infine l'opportunità che abbiamo avuto noi di poter accedere ad un servizio pubblico efficace, potrà continuare ad esserci per la cittadinanza, che in termini di mortalità e malattie legate al bere produce i dati più alti della Toscana? Tutte queste conseguenze negative potrebbero essere evitate attraverso la garanzia della Continuità del Centro alcologico. Comunque sarebbe auspicabile che i responsabili dell'Asl ci convocassero e ci ascoltassero». Il sindacato indipendente appoggia il sindaco. L'Fsi, in una nota, ribadisce di condividere pienamente la linea del sindaco Zubbani in difesa dell'accordo del 2003 che prevedeva che fino alla realizazzione del nuovo ospedale, escluso il matterno infantile, tutto il resto sarebbe rimasto in Carrara. E ribadisce che le cave e il porto sono nel nostro territorio e la viabilità è molto più agevole per l'ospedale di Carrara». Il sindacato indipendente tiene a precisare: «Che questo non è campanilismo ma rispetto di chi fra tre anni vedrà spegnere le luci su un ospedale che ha fatto la storia della città».
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