Proteste
«Obitorio chiuso? I parenti devono prendersi le chiavi»
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MASSA. «In Lunigiana si segnalano disagi nei servizi degli obitori presso gli ospedali di Pontremoli e Fivizzano. Purtroppo l'attuale dirigenza ha pensato di ridurre la spesa per gli obitori, così si evidenziamo disservizi alla cittadinanza, al medico legale e utilizzo impropio di personale infermieristico ed operatori sanitari per gli obitori di Fivizzano e Pontremoli». Dopo il caso dell'obitorio di Fivizzano fatto aprire dal medico legale Maurizio Ratti con l'intervento della polizia municipale, anche i sindacati intervengono sui disservizi per i cittadini causati dalle riduzione degli orari di aperrtura della struttura. «Spesso - denunciano dalla Fp-Cgil - infermieri ed operatori in servizio presso le medicine e le chirurgie, devono assentarsi dal servizio di reparto per trasportare il paziente deceduto all'obitorio o per fare assistenza al medico legale. A volte i famigliari per poter vedere il proprio caro o amico estinto debbono ritirare le chiavi per accedere all'obitorio senza la presenza di personale dedicato». Per il sindacato queste situazioni creano rischi notevoli, sia per l'integrità della salma, sia per le condizioni sanitarie e l'assistenza ai visitatori. Il sindacato si dice poi consapevole della attuale situazione aziendale. «Ma le scelte sbagliate nella programmazione - conclude la Cgil - non devono avere ricadute negative sui servizi alla popolazione e sui dipendenti». Il fatto da cui è partita la denuncia è avvenuto domenica scorsa a Pontremoli. Il medico legale Maurizio Ratti ha infatti dovuto chiamare i vigili urbani per farsi aprire le porte dell'obitorio poter eseguire un'autopsia su un uomo morto in un incidente stradale. A quel punto l'obitorio, anche se aperto, era inutilizzabile. Ma non solo: all'inizio non è stato immediato neppure trovare il cadavere. Il medico è stato aiutato nel suo compito da alcune infermiere arrivate da altri reparti, visto che non era prevista la presenza di personale. Un fatto che ha accresciuto il dolore della famiglia dell'uomo.
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