Finanza
Seppellì le vittime di S. Terenzo
La scomparsa di Almo Baracchini
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CARRARA. Carrara piange la scomparsa del professor Almo Baracchini (foto), una delle figure centrali della lotta ai nazifascisti. Aveva 91 anni. La sua figura è legata indissolubilmente a una delle pagine più tragiche della nostra storia, la terribile strage di Bardine di San Terenzo dell'agosto del 1944. E il 21 agosto sera, sfidando il divieto dei nazisti, fu proprio Almo Baracchini, all'epoca 24enne, a rischiare la propria vita dando sepoltura a 53 vittime dell'eccidio insieme ad un gruppo di giovani; tutti impiccati con il filo spinato, con una crudeltà sovrumana. Su questa pagina sconvolgente della storia apuana, proprio lo stesso cavalier professor Baracchini scrisse un libro, pubblicato nel '96 da Ceccotti Editore. Un episodio più volte ricordato anche in modo pubblico e solenne; alcuni anni fa, a premiare il professor Baracchini fu il cavaliere ufficiale Enzo Bogazzi, delegato provinciale dell'Anioc (Associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche). Anche in quell'occasione Baracchini raccontò di come sfidò gli ordini dell'ex maggiore delle Ss Walter Reder, per il desiderio di dare degna sepoltura alle vittime. Il professor Baracchini nel dopoguerra fu insegnante di educazione fisica, fra l'altro, alle scuole medie Leopardi e al Nautico Fiorillo. Fra i primi a recarsi a casa, all'incrocio fra via Covetta e via dei Corsi, i dirigenti dell'Anpi, Alessandro Conti e Giorgio Mori. Anche il sindaco Angelo Zubbani ha voluto esprimere pubblicamente il cordoglio della comunità carrarese per la scomparsa del professor Baracchini. Ricordiamo che nel 2004, da Diamante (Cosenza) venne a Fivizzano la signora Giuliana Imparato, figlia di Venturino Imparato, a conoscere colui che aveva sepolto il padre, cioé proprio Almo Baracchini; la toccante cerimonia si svolse nel Comune di Fivizzano. Venturino Imparato era incappato il 19 agosto del 1944 nella retata del nazista Reder e fu impiccato.
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