Il Tirreno

È allarme escursionisti

Nella foto accanto l’Altissimo, a sinistra un escursionista consulta la segnaletica e il Soccorso alpino in azione
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Nella foto accanto l’Altissimo, a sinistra un escursionista consulta la segnaletica e il Soccorso alpino in azione

Il Soccorso alpino: «Inesperti e non seguono i sentieri»

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 MASSA. La fine di agosto e la seconda quindicina di dicembre sono i due periodi dell'anno cerchiati in nero dal soccorso alpino. La maggior parte degli incidenti che avvengono sulle Apuane, infatti, si trovato in queste date. Con una differenza: ad agosto si tratta di escursionisti poco esperti (salvo rare eccezioni, come quella del povero ingegnere di Cerreto Guidi), a dicembre a perdere la vita o a restare intrappolati sono quelli bravi che per la troppa sicurezza sfidano le intemperie e queste cime tanto affascinanti quanto pericolose. Siamo dunque in un brutto periodo per il Soccorso alpino e lo testimoniano le numerose chiamate di soccorso che arrivano: tante volte c'è chi si perde, altre c'è chi sfida le proprie forze e va avanti per un sentiero finché in riserva ha bisogno di una mano per tornare giù. «Se ne vedono di tutti i colori - dice un volontario -. C'è quello che sale in infradito oppure la coppia che si arrampica sulle rocce con un bimbo in braccio. C'è stato perfino chi ha percorso i sentieri consultando mappe di decenni fa. Dobbiamo fare i salti mortali per aiutare tutti. Basterebbe maggiore responsabilità per evitare tanti viaggi inutili». Sulle Dolomiti, per esempio, da un po' di tempo gli escursionisti troppo sbadati devono risarcire le spese di salvataggio: qualcuno si è visto presentare un conto di svariate migliaia di eurp.  L'escursionista tipo. Negli anni passati qualcuno si è preso la briga di tracciare un identikit dell'escursionista tipo che sceglie le Apuane per mettere alla prova le sue capacità. Eccolo: un uomo di più di 50 anni, mediamente istruito, di buona condizione sociale; è esperto della montagna di cui è frequentatore assiduo, non a caso vi trascorre quasi sempre vacanze e weekend. L'indagine era stata commissionata proprio dal Tirreno. Da questo studio era venuto fuori un aspetto inquietante: due escursionisti su tre avevano affermato di aver incontrato più volte problemi nel seguire gli itinerari delle Apuane. Di questi, il 22 per cento aveva sbagliato sentiero, il 12 per cento aveva calcolato male le distanze, il 7 per cento non aveva trovato il rifugio, il 36 era stato costretto a tornare indietro, il 17 aveva raggiunto ugualmente la meta orientandosi a vista, fuori dal tracciato. Qualcuno si era pure perso, o ha avuto altri guai.  Escursionisti maldestri. I volontari del Soccorso alpino e i soci del Cai negli ultimi tempi le stanno provando tutte. Qualche mese fa si sono fatti trovare ai piedi delle Apuane e hanno presidiato i sentieri più battuti, quelli che portavano alle vette più insidiose. L'obiettivo era quello di dissuadere gli escursionisti più inesperti ad avventurarsi in situazioni più grandi di loro. Chiaramente non hanno impedito a nessuno di salire ma hanno chiesto alcune informazioni e hanno annotano su un foglio prestampato come erano vestiti e se sapevano quali difficoltà avrebbero incontrato nella risalita. Inutile dire che la collaborazione degli amanti della montagna non è che sia stata massima, anzi qualcuno aveva rimbrottato i volontari per la troppa insistenza nel porre le domande.  I consigli. Visto che non si può vietare la montagna (almeno chi non è capace a nuotare non va al mare), Soccorso alpino e Cai consigliano alcune regole basilari: avere cartire aggiornate con sé, avere uno zaino con cibo e bevande, un telefonino e soprattutto degli scarponi adatti alle rocce. Chi vuole fare lo splendido in infradito è meglio che resti a casa, insomma. Nei giorni scorsi l'allarme è suonato un paio di volte per dei fungaioli che si erano avvenurati in strade impervie, ma anche gli escursionisti della domenica non scherzano. C'è sempre da andare a riprendere qualcuno che è troppo stanco per tornare indietro. E per farsi aiutare molte volte simula un piccolo incidente.

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