Il Tirreno

«Andrea è scivolato», l'autopsia non si fa

L’ingegnere Andrea Calugi, deceduto domenica sulle Apuane, aveva 52 anni
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L’ingegnere Andrea Calugi, deceduto domenica sulle Apuane, aveva 52 anni

Nessun dubbio sulla morte dell'ingegnere di Cerreto Guidi

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 MASSA. Nessuna inchiesta, nessuna autopsia. La procura di Lucca, competente perché il corpo è caduto nel comune di Seravezza, ha aperto e richiuso subito il fascicolo sulla morte di Andrea Calugi, l'ingegnere di 52 anni di Cerreto Guidi deceduto mentre scendeva dalla vetta dell'Altissimo con un amico. Anche il medico legale, Maurizio Ratti, visto che il corpo è stato portato a Massa, non ha dovuto fare nulla: soltanto un esame esterno che ha accertato che a causare il decesso sono stati due traumi che si è procurato battendo con la testa contro le rocce. Gli inquirenti quindi non hanno dubbi: l'escursionista è scivolato. L'incidente è avvenuto sul sentiero 33, in prossimità del passo degli Uncini. Calugi era partito da Pasquilio, sopra i monti di Massa. A tradirlo è stata la sua grande passione, le Apuane.  Il funerale di Andrea Calugi si svolgerà nella chiesa di Lazzeretto oggi pomeriggio alle 17,45 e a officiarla sarà don Donato Agostinelli. La tumulazione avverrà poi nel cimitero della frazione.  L'ingegnere era partito insieme all'amico dal Pasquilio, aveva imboccato il sentiero 33 in direzione Altissimo. La coppia ha conquistato la vetta, sulla via del ritorno la tragedia. Del resto Andrea aveva una passione enorme per le Apuane, come testimoniano le foto sulla sua pagina Facebook: c'è la vetta dell'Altissimo, c'è il monte Tambura, la via Vandelli e il rifugio Conti. Tutte zone che doveva rivedere, in quella che aveva tutta l'aria di essere una scampagnata da fare in maglietta e senza troppi problemi.  Ed era stata una scampagnata, almeno nella prima parte. L'ingegnere Calugi e il suo amico erano arrivati in cima all'Altissimo senza problemi. Poi verso le 14 avevano deciso di tornare indietro. Il destino però gli ha voltato le spalle. Il sentiero in quel punto era pieno di pietrisco. Lui, che si trovava dietro all'amico, ha messo un piede sul sasso sbagliato ed è scivolato proprio dove non doveva scivolare, esattamente dove iniziava il canalone che lo ha inghiottito strappandogli la vita. Bastava scivolare qualche metro prima o qualche metro dopo per farsi una sonora risata, invece... Il volo non gli ha lasciato scampo.

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