Sicurezza
SFOGO DI CHI HA LA SECONDA CASA
«Marina non migliora mai così non si va avanti»
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LA STRADA. Via delle Pinete 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. È in riva al mare che si scopre quello che non va. È ascoltando chi in questo territorio ha decido di investire, comprando una casa che si capisce dove ancora dobbiamo lavorare. Abbiamo raggiunto via Casola, la strada del grande parcheggio, in parte chiuso sabato sera, abbiamo fatto un salto negli stabilimenti di fronte e abbiamo incontrato loro, i turisti. O meglio, quelli che a Marina hanno la seconda casa. Franco Franceschini è di Reggio Emilia, ha acquistato casa in via Fivizzano un anno fa e adesso è deluso: «I cassonetti sono sempre pieni, per non dire che non mi è mai capitato di vedere qualcuno che li lavasse. È impossibile passare in bicicletta tante sono le sterpaglie, vicino alle scuole - continua l'elenco di ciò che non va - c'è una strada a fondo chiuso, molti la percorrono credendo che arrivi al mare e sono costretti ad incredibili manovra. Il cartello che informa che la via è senza sbocchi l'ho messo io, ho affisso anche il palo, l'ho portato da Reggio. Nulla a che vedere con il coloe politico - si concede un commento - a Reggio, come qui la giunta è di sinistra, ma è impossibile trovare una cicca in terra». Mary è di Brescia, lei è meno "coraggiosa" e il suo cognome preferisce non dirlo, ma punta il dito sui problemi di Marina: «Non migliora mai, è sporca, spesso dai cattivi odori è impossibile respirare nel parcheggio. Ho comparto una casa in via Casola e la sera non posso andare a passeggio in via della Pinete con le nipotine perchè mi imbatto in prostitute. Per quelle ragazzine mi space molto, alcune sono giovanissime, ma non mi sembra accettabile per una località turistica». Vero che l'indotto assicurato da chi ha seconde case non è quello garantito da chi trascorre vacanze in albergo, ma, in periodo di crisi, Marina non può concedersi di perdere neanche una presenza.
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