Il Tirreno

Torna in libertà il tecnico Asl

Alessandra Vivoli
Torna in libertà il tecnico Asl

È stato condannato a tre anni per concussione: chiudeva un occhio sui controlli in cambio di cioccolato e champagne

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 CARRARA. Torna in libertà il tecnico dell'Asl accusato di concussione.  Era stato arrestato nel luglio del 2010 e condannato, a tre anni di reclusione, nell'aprile scorso. Ma da ieri il tecnico dell'ufficio di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl, Stefano Rustighi, che chiedeva alle aziende soldi, champagne cioccolato e agnello per chiudere un occhio sui controlli è tornato in libertà. Il gup Sgambati, del tribunale di Massa, ha revocato anche la misura degli arresti domiciliari. Il tutto mentre si attende ancora il pronunciamento della corte di Appello in merito all'impugnamento della sentenza, considerata troppo balnda, dal pubblico ministero titolare dell'inchiesta, il dottor Federico Manotti (nella foto).   La vicenda. Chiedeva «cose buone» (dall'agnello di Zeri allo champagne) per chiudere un occhio sui controlli nei luoghi di lavoro. E in molti (13 titolari di aziende) lo hanno accontentato.  Il tecnico dell'ufficio di prevenzione infortuni e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl, Stefano Rustighi di 62 anni, finito al centro di quella che la Procura (il titolare dell'indagine era il pm Federico Manotti) ha definito «operazione agnello» nei mesi scorsi era stato condannato, in primo grado, a 3 anni di reclusione. Da alcuni mesi era arrivata la misura alternativa degli arresti domiciliari. Da venerdì scorso anche questa misura è stata revocata dal gup Sgambati. E così il tecnico 62enne dell'Asl torna in libertà.   Nell'aprile scorso la condanna a tre anni. Il 21 aprile scorso, dopo una lunga camera di consiglio il giudice Ermanno De Mattia aveva condannato a tre anni di reclusione per Stefano Rustighi.  Il giudice aveva disposto anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la devoluzione all'erario di tutti i beni che gli sono stati sequestrati. Denaro, bottiglie di vino e di champagne ottenuti dai titolari di 13 aziende.  Il pm Federico Manotti, che aveva chiesto per il tecnico dell'Asl la condanna a 6 anni di relcusione, ha impugnato la sentenza.  Si attende ancora l'esito dell'appello.

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