Il Tirreno

«Senza Provincia solo disagi»

Andrea Rigoni, parlamentare del Pd Accanto, il territorio montuoso vicino a Zeri: per molti l’abolizione della Provincia creerà molti disagi in queste aree
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Andrea Rigoni, parlamentare del Pd Accanto, il territorio montuoso vicino a Zeri: per molti l’abolizione della Provincia creerà molti disagi in queste aree

La Cgil contro l'abolizione: sarebbe il caos. Il Pd: «Il territorio va tutelato»

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 MASSA. Abolire Massa-Carrara ed inglobarla a Lucca? Provocherebbe enormi difficoltà amministrative e problemi ai cittadini. L'allarme arriva da Paolo Guerra, segretario di Fp-Cgil. E mentre oggi l'Idv inizia la raccolta firme per l'abolizione di tutte le province, il Pd locale parla di una riforma spot «che creerà difficoltà ai territori più deboli».  La provincia di Massa-Carrara è un "gigante" che spende circa 70 milioni di euro all'anno. E che paga solo per i suoi dirigenti (non i politici, quindi) quasi un milione di euro all'anno di stipendi.  La spesa totale per il personale nel 2010 è stata di circa 12 milioni di euro.  Ma l'abolizione dell'ente non riscuote consensi tra i sindacati e molti partiti politici. E la complessità dei temi rende difficile capire quali siano vantaggi e svantaggi di un'abolizione.  «L'abolizione della Provincia di Massa Carrara - esordisce per esempio la Cgil per bocca di Paolo Guerra della segreteria provinciale - è l'ennesimo esempio di una politica nazionale pasticciata e priva di un respiro veramente riformatore. Serviva una riforma ragionata. Abolire solo una parte delle province in base a parametri arbitrari, provocherà confusione amministrativa».  Per Guerra l'eventuale accorpamento con Lucca creerebbe non pochi problemi. «Lucca - spiega il sindacalista - dovrà farsi carico di un territorio che ingloberà tutta la nostra Lunigiana (da Zeri a Sassalbo) ed i comuni di costa. Si dovrà occupare di dissesto idrogeologico, di avviamento all'impiego, di rifiuti e politiche ambientali, di coordinamento degli strumenti urbanistici, manutenzione edifici scolastici degli istituti di secondo grado, sociale. Dice che fanno tutto questo per abbattere i costi della politica. Ma così riusciranno solo ad accentuare i costi che i cittadini di questa terra dovranno sostenere». La Cgil annuncia di voler vigilare sulla garanzia dei livelli occupazionali e sui cambiamenti per i servizi alla cittadinanza.  Non dovrebbero esserci problemi per i dipendenti dell'ente provincia, specifica comunque Guerra, «mentre non si capisce che fine potranno fare i dipendenti della Prefettura, e non si capisce neppure cosa ne sarà degli uffici Provinciali di settori dello Stato o delle Camere di Commercio Provinciali».  Andrea Rigoni deputato Pd e il segretario territoriale Pd Cesare Leri definiscono «preoccupante» la manovra economica varata dal Governo Berlusconi. «Tutto - attaccano i Democratici - è ricondotto al far pagare ai soliti noti, con provvedimenti che ricadono sui lavoratori, dipendenti pubblici e privati, sul ceto medio, piccole imprese ed artigiani, e sugli enti locali che tutelano le parti più deboli del territorio italiano. Necessita si una riforma dello Stato, ma occorre una riforma strutturale, non una riforma spot, che tagli solo le zone più deboli e le zone montane del territorio nazionale».  I Democratici dicono di essere per ««ridefinire le forme e le strutture degli Enti Locali» e non per colpire gli enti che più «hanno contribuito a tutelare i territori deboli e marginali (vedi le montagne italiane), territori che hanno più necessità di attenzione per salvaguardare la loro fragilità». Il Pd dice aver già iniziato a «ragionare per una razionalizzazione dei servizi creando l'Unione dei Comuni per favorire una maggior efficienza e per dare ai cittadini risposte più efficaci».  Intanto da oggi l'Idv inizia una raccolta firme per un referendum sull'abolizione dell'attuale legge elettorale e per una proposta di legge popolare per l'abolizione di tutte le province (provvedimento già bocciato in Parlamento con l'astensione del Pd).  «Non penso che le Province siano il male da combattere e neanche che la loro abolizione possa rappresentare la panacea per il Paese - spiega Fabio Evangelisti, parlamentare e segretario regionale dell'Idv - ma adesso ridurre i costi della politica è diventato imperativo». Per Evangelisti le Province sono state utili per il riordino del paese dopo l'Unità, ma adesso, con il passaggio di molti poteri alle Regioni, sono diventate «inutili».

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