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I sospetti dovuti a una fedina penale

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 LA SPEZIA. La storia dell'operazione congiunta Finanza - Agenzia delle dogane nasce nel luglio scorso quando il container proveniente da Santo Domingo sbarca per sbaglio nel porto della Spezia. Un errore che incuriosisce l'agente delle Dogane che effettua i primi controlli sul garante della spedizione. Intanto, il finanziere ha notato una certificazione negativa dei controlli antidroga effettuati in Sud America. Una cosa, quest'ultima, che aveva il senso del paradosso anche perchè, dalla documentazione, nel container dovevano trovarsi mattonelle. Dato che Santo Domingo non è conosciuto propriamente come esportatore di mattonelle, finanziere e doganiere hanno deciso di procedere al controllo del carico e del container. Così hanno scoperto la parete fittizia e la tonnellata di cocaina. È stata la fedina penale di Alfredo Gradisca, 34 anni, indicato sulle carte di accompagnamento del container ripieno di una tonnellata di cocaina sequestrata dalla Guardia di finanza a Spezia a mettere sulle tracce dei trafficanti gli uomini dell'agenzia delle dogane. Gradisca ha precedenti per associazione per delinquere, falso ideologico, truffa, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita. Quando gli esperti dell'agenzia delle dogane di Spezia hanno controllato i dati di Gradisca sui documenti, hanno immediatamente compreso che in quel container, poteva celarsi qualcosa.

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