Finanza
I sindacati contro Luca Ragoni
Alessandra Vivoli
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Silvano Leoni (Cgil) Il presidente del consiglio comunale: nessun attacco ai dipendenti pubblici
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CARRARA. È bufera dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio Luca Ragoni che, nel suo intervento alla festa del Pd, ha parlato dei tagli alla politica e della necessità di «premiare il merito». Tirando il ballo il ruolo dei tanti passacarte che non si capisce che lavoro svolgano. Da alcuni sindacalisti l'intervento di Ragoni è stato letto come un attacco frontale, «alla Brunetta» ai dipendenti pubblici. Ma, il giorno dopo, è proprio il presidente del consiglio comunale a fare chiarezza e a precisare. «Io parlavo in generale e volevo solo far capire che è più che mai necessaria un'innovazione tecnologica sia nel Comune che nelle società partecipate». In sostanza, raddrizza il tiro. E prende le distanze: «Nessun attacco». Ragoni fa chiarezza: nessun giudizio sulla macchina comunale. Il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni, dopo che il suo intervento è finito al centro delle polemiche cerca, con una nota, di sgombrare il campo dalle polemiche. «Non posso fare a meno di precisare le dichiarazioni che mi sono state attribuite - spiega Ragoni - La riflessione che ho fatto alla nostra Festa alla presenza di decine di amministratori è che nel condannare le manovre finanziarie del Governo, dobbiamo anche studiare come si possa razionalizzare il sistema burocratico riducendone i costi». «Così come gli assessori comunali nel tempo sono passati da dieci a sei e, forse, in futuro anche a meno, credo che allo stesso modo si possa ragionare su una migliore razionalizzazione delle strutture amministartive a partire dalle figure apicali, sia del Comune che delle Società Partecipate - prosegue la nota di Luca Ragoni - ovviamente il tutto riorganizzando i servizi, valutando l'accorpamento tra le nostre società e puntando con decisione sull'innovazione tecnologica». «Nella mia riflessione - conclude - non ho espresso giudizi sulla nostra macchina comunale, sui singoli dirigenti o lavoratori e sull'amministrazione perché il dibattito riguardava l'impostazione di ragionamenti di carattere generale e di prospettiva». Ma intanto esplode la rabbia del sindacato. Loro, i sindacalisti, l'intervento di Luca Ragoni lo hanno visto come una attacco ai dipendenti pubblici. E hanno subito alzato la voce. «Ammesso e non concesso che in Comune ci sia gente che passa le carte - tuona Fabrizio Dazzi della Uil - sarebbe opportuno fare nomi e cognomi e non sparare sempre nel mucchio. Non solo: ma che dire, inoltre, dei dirigenti che permetterebbero questo atteggiamento e, soprattutto, da chi sono stati assunti quelli che non si capisce che lavoro svolgono? La politica deve essere chiamata in causa, e il presidente del consiglio comunale, se ha qualcosa da dire sulla macchina comunale e i suoi dipendenti, dovrebbe convocare i sindacati». E Dazzi rincara la dose. «Prendiamo i costi del consiglio comunale e vediamo in proporzione se costano di più i consiglieri o i dipendenti - dice - Ci sono consiglieri che, facendo 28/30 consigli comunali all'anno e le commissioni guadagnano più di un dipendente di categoria B o C». «Insomma - conclude Dazzi - se c'è qualcuno che in Comune fa solo il passacarte è colpa dei dirigenti e di chi ha fatto le assunzioni magari basandosi su clientelismi politici». Figaia (Cisl): non prendiamocela con i dipendenti pubblici. Per il segretario confederale della Cisl, Andrea Figaia, una riflessione su come riorganizzare la macchina comunale è necessaria. «Noi lo diciamo già dal 1998, sui Comuni il discorso è serio - spiega - e la ruorganizzazione passa attraverso dei servizi consorziati che siano davvero in grado di ridurre i costi. Ma, pur considerando questo, non possiamo dare la colpa dei costi eccessivi ai dipendenti comunali: è tutto il sistema, politica compresa, che va riorganizzato, altrimenti siamo degli ipocriti».
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