Finanza
Fermet, diffida Arpat sui rumori
Ricciardi: «Qui impossibile continuare a lavorare»
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MASSA. Anche dalla provincia arriva a una diffida alla Fermet per i rumori. Ma intanto il patron dell'azienda Alberto Ricciardi parla con il Prefetto e passa al contrattacco. «E'tutta una montatura - spiega - in questo territorio dà fastidio chi crea posti di lavoro. cercano di metterti in difficoltà in ogni maniera». Dopo le proteste dei residenti dell'area dove la Fermet è stata spostata arriva la riusposta dell'Arpat. «La Provincia - si legge in una nota - a seguito delle verifiche Arpat e Asl, ha diffidato la Fermet srl al rispetto dei termini previsti dall'autorizzazione per le sue attività». Il 3 agosto Arpat ha effettuato un sopralluogo nell'impianto per una verifica delle modalità di lavoro e della loro conformità ai requisiti richiesti dagli atti autorizzativi. Dal sopralluogo è emerso che l'attività di recupero di rifiuti metallici svolta dalla Fermet «veniva effettuata principalmente all'esterno del capannone, causando quindi il rumore che determinava forte disturbo ai cittadini. Tale attività esterna era svolta in violazione di quanto previsto dall'autorizzazione provinciale, che prevede l'utilizzo del piazzale esterno per il solo stoccaggio». Ma il grintosissimo Ricciardi non ci sta a finire sul banco degli imputati e, annunciando querele contro chi lo attacca, respinge le accuse. «L'attuale sistemazione dell'azienda è provvisoria - spiega l'imprenditore - e i disagi finiranno presto. Mi chiedo solo perchè non siamo stati ascoltati quando abbiamo chiesto di restare al Casellotto fino all'ultimazione della sede definitiva». Ricciardi fa anche notare che i lavori al sottopasso non sono ancora stati cominciati. «Avremmo potuto restare là - va avanti - così ci hanno solo danneggiato».
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