Il Tirreno

La Finanza stana i falsi poveri

La Finanza stana i falsi poveri

Scoperte decine di persone che dichiaravano un reddito più basso: la maggior parte imprenditori a volte anche con un reddito discretamente alto

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MASSA. Non ci sono falsi invalidi nella provincia apuana, o forse non sono stati ancora scoperti, ci sono invece decine e decine di falsi poveri. E questi piano piano li sta smascherando la guardia di finanza. Da alcuni mesi a questa parte le fiamme gialle, incrociando i dati di Comuni e Asl, sta facendo una serie di verifiche per far pagare i furbetti di turno.

Nel 2010 la guardia di finanza a Massa-Carrara aveva smascherato una settantina di furbetti che autocertificavano un falso reddito per ottenere l'esenzione e non pagare il ticket all'Asl oppure per ottenere delle tariffe agevolate all'asilo comunale piuttosto che alla mensa scolastica. Nei primi cinque mesi del 2011 ne erano stati già pizzicati una cinquantina. Altri trenta da giugno ad agosto. In pratica nei primi otto mesi dell'anno in corso le fiamme gialle hanno pizzicato più furbetti dell'anno precedente.

Un risultato che fa capire come, nonostante i controlli, la gente prova lo stesso a strappare benefici che non gli spetterebbero. Anche perché è sempre più difficile farla franca e lo provano le casse dell'azienda sanitaria che dal 2008 ha visto un incremento delle entrate - rispetto ai ticket - del 400%. Con un numero di prestazioni assolutamente omogeneo rispetto a quando entrava poco o niente.
I dati locali coincidono con quelli nazionali. Anche se come detto a Massa-Carrara non esiste il fenomeno dei falsi invalidi. Nessuna operazione per smascherare ciochi oppure per dimostrare che chi dice di avere dei problemi a camminare in realtà gioca a calcetto tutte le settimane.

Ma chi sono i furbetti? La risposta è sempre la stessa, perché sono sempre li stessi - come tipologia - quelli che non vogliono pagare il ticket per la visita medica oppure per la retta dell'asilo del figlio. Chi finge di essere povero i soldi li ha. Anzi ne ha parecchi. La maggior parte delle persone che autocertificano il falso sono imprenditori con redditi decisamente più alti del minimo che consente - a chi non può permettersi di pagare - cure mediche e farmaci gratis da parte del servizio sanitario nazionale. Anche nell'ultima infornata di persone scoperte a autocertificare il falso c'è chi ha il Suv piuttosto che la macchina di lusso o la villetta al mare. Ma sono in percentuale minima. Chi fa il furbo, dicono le fiamme gialle, è chi ha uno stipendio poco al di sopra del limite che fa scattare il pagamento della prestazione.

E sono proprio questi che hanno tentato - invano - di farsi le loro ragioni spiegando si aver calcolato male il reddito. C'è chi sostiene di aver firmato mentre era agitato perché portava la moglie che aspettava il figlio dal ginecologo oppure chi si è confuso con la dichiarazione dei redditi. Inutile dire che la scusa non è stata accettata: il reddito era sempre superiore a quello autocertificato. Per tutti i furbetti è scattata la sanzione di tremila euro, nessun decreto penale per truffa però. Anche perché è questa la linea che ha deciso di seguire la procura di Massa-Carrara.

I controlli della guardia di finanza sono lo strumento per pizzicare chi certifica il falso, ma un'altra arma in mano alle fiamme gialle è la collaborazione dei cittadini. Nel 2010 il fenomeno era stato davvero notevole. Soprattutto riguardo le prestazioni sociali erogate ai meno abbienti: «Quando staniamo chi ha autocertificato il falso per ottenere case popolari o esenzioni dal ticket sanitario spesso lo dobbiamo alle segnalazioni di conoscenti dei furbetti», avevano detto i militari. Il trend si rpete anche nel 2011. La crisi e le manovre invogliano a far pagare tutti.

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