Il Tirreno

Super redditi. L’obolo previsto dalla manovra del governo ci mette nella pole position nazionale

Tassa di solidarietà su 400 ricchi

Andrea Bonatti
Uno scorcio del territorio carrarese e i soldi dei contribuenti
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Uno scorcio del territorio carrarese e i soldi dei contribuenti

Carrara terza dopo Milano e Bergamo nella lista dei grandi contribuenti

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 CARRARA. Sorpresa: i grandi contribuenti del Comune di Carrara potrebbero essere in media i terzi più colpiti, a livello nazionale, dall'introduzione della cosiddetta "tassa di solidarietà". I "Paperoni" locali sarebbero circa 400.  Parliamo di quel contributo straordinario, previsto dalla manovra economica, a carico dei ricchi, cioé di coloro i quali hanno un reddito maggiore di 90mila euro l'anno.  Ebbene, Il Sole 24 Ore ha elaborato una proiezione del prelievo previsto, diviso per comune, usando come parametro i redditi del 2009 (cioé quelli dichiarati nel 2010): i 440 paperoni nostrani che rientrerebbero tra i tassati, trascinerebbero Carrara al terzo posto in Italia, dietro solamente a due locomotive economiche come Milano e Bergamo, e al primo in Toscana, distanziando persino Firenze.  In numeri, i carraresi abbienti verseranno una media di 4.659 euro a testa per il primo anno e di 2.655 per i due successivi. Cioè una cifra pari a 2 milioni e 100mila euro per il solo primo anno, quello più pesante per le loro tasche.  Il contributo di solidarietà sarà infatti una tassa triennale, che andrà via via alleggerendosi dal 2011 al 2013, prevedendo uno sconto già dal secondo anno, tramite la deduzione dell'obolo pagato nel primo. Il succo della misura - una delle tante escogitate per far sì che l'Italia possa raggiungere il traguardo del pareggio di bilancio - è un versamento del 5% per la quota di guadagno maggiore di 90mila euro, e del 10% per quella maggiore di 150mila.  Prendiamo il caso di un contribuente che dichiari 200mila euro al fisco: verserà il primo anno 3mila euro (cioé il 5% di 60mila, la quota tra 90 e 150mila euro di reddito) più altre 5mila (cioé il 10% di 50mila, la quota tra 150 e 200mila). Un totale di 8000 euro. Il secondo anno, supponendo la parità dell'entrate, potrà dedurre questo contributo dalla sua nuova dichiarazione dei redditi, che sarà dunque di 192mila euro.  Carrara dunque terza, in mezzo a cinque comuni lombardi (Como, Brescia e Varese, oltre a Milano e Bergamo) che sono da sempre l'anello di congiunzione tra l'Italia e l'Europa, dal punto di vista economico oltre che geografico. Un risultato inatteso per una città le cui attività storiche hanno risentito gravemente della crisi, e abituata ad occupare posizioni meno nobili negli indicatori economici.  Il resto della Toscana risulta molto distaccato: Firenze diciottesima con 3795 euro di prelievo pro capite per il primo anno; a seguire Arezzo ventiseiesima (3517 euro), Siena trentacinquesima (3317 euro) e Livorno quarantunesima (3188 euro). Massa quarantaseiesima con 3132 euro per ognuno dei suoi 363 grandi contribuenti, che verseranno per il primo anno 1milione e 100mila euro. Addirittura sessantanovesima la vicina La Spezia.  Dati comunque di non facile interpretazione, per una tassa che ha fatto storcere la bocca alla Cgil, che ha denunciato come questa non colpisca l'evasione e tutto il sommerso, ma vada ad incidere sulle tasche di chi non ha mai eluso (in parte o del tutto) l'obbligo di contribuire alle casse dello Stato.  Verrebbe da pensare che a Carrara chi è ricco lo è veramente: la quantità di grandi contribuenti nostrani (12 ogni mille) è infatti una delle più basse d'Italia secondo Il Sole 24 Ore; solo Massa fa peggio in Toscana con 10 su mille. Oppure che nella nostra città ci sia un rapporto più virtuoso con il Fisco, ma in questo caso è molto difficile, se non impossibile, discernere dove finiscono i propri meriti e iniziano i demeriti altrui.

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