Il dolore
La Finanza alla Camera di Commercio
Alessandra Vivoli
Le Fiamme Gialle hanno sequestrato alcuni computer e documenti, 2 avvisi di garanzia
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CARRARA. Blitz della Guardia di Finanza alla Camera di commercio. Gli uomini delle Fiamme Gialle, ieri mattina, hanno portato via computer e documenti sia dalla sede centrale, in piazza Due Giugno dell'ente camerale, che dall'ufficio, in Corso Rosselli dell'ex segretario generale, Roberto Ravecca, ora direttore dell'Istituto studi e ricerche della Camera.
Nel mirino della Procura (il pm titolare dell'indagine è la dottoressa Rossella Soffio) è la verifica sui pagamenti dei diritti camerali che la Camera di Commercio avrebbe omesso di farsi versare, a quanto sembra «chiudendo un occhio», da parecchie società.
Tanto che la cifra contestata (i diritti per essere iscritti al registro delle imprese ammontano a non più di 3/400 euro all'anno) ammonterebbe a parecchie migliaia di euro, proprio perchè sarebbero tante le società coinvolte: quelle che in sostanza non hanno pagato.
L'ipotesi di reato contestata dalla Procura è quella di abuso in atti d'ufficio: in sostanza la Camera non avrebbe preteso i pagamenti da società in qualche modo vicino ai vertici dell'ente. Intanto sarebbero già partiti due avvisi di garanzia. Uno all'ex segretario dell'ente camerale, Roberto Ravecca, a cui ieri mattina è stato perquisito l'ufficio all'Istituto Studi e Ricerche.
E l'altro a un dipendente della Camera di Commercio che si sarebbe occupato proprio della parte tecnica, quella relativa al mancato pagamento dei diritti camerali. Il blitz della Finanza. Le macchine delle fiamme gialle sono arrivate intorno alle dieci di ieri mattina.
Pirma la visita alla Camera di Commercio: per aprire la porta dell'edificio, chiuso come di consueto durante la settimana di Ferragosto, sono stati chiamati alcuni dipendenti dalle ferie. Dopo il blitz al palazzo in piazza Due giugno alcuni uomini della Finanza si sono diretti in corso Rosselli, per perquisire l'ufficio del direttore dell'istituto di Studi e Ricerche, Roberto Ravecca.
Cercando materiale però, non relativo al suo ruolo nell'Isr, ma piuttosto alla passata attività di segretario generale della Camera di Commercio. Nel mirino la gestione burocratica e amministrativa dell'ente.
La linea politica (e promozionale) della Camera di Commercio non è coinvolta nell'indagine che ha portato al blitz e al sequestro di materiale da parte delle Fiamme Gialle. Ed è per questo che il presidente dell'ente, Norberto Ricci, al momento non è stato coinvolto.
«Sono in ferie - ci dice raggiunto telefonicamente per avere un commento sulla vicenda - So soltanto che si tratta di una cosa di carattere tecnico e burocratico». Al momento non trapela nulla di più sul fronte dell'inchiesta.
Un ruolo chiave dovrebbero comunque averlo proprio i computer e i documenti portati via durante l'ispezione della Finanza. Una cosa è certa: il blitz delle Fiamme Gialle, andato avanti fino al primissimo pomeriggio, ha destato grande curiosità in città. E la curiosità di molti che hanno cercato di capire cosa stesse succedendo alla Camera di commercio.
Nel mirino della Procura (il pm titolare dell'indagine è la dottoressa Rossella Soffio) è la verifica sui pagamenti dei diritti camerali che la Camera di Commercio avrebbe omesso di farsi versare, a quanto sembra «chiudendo un occhio», da parecchie società.
Tanto che la cifra contestata (i diritti per essere iscritti al registro delle imprese ammontano a non più di 3/400 euro all'anno) ammonterebbe a parecchie migliaia di euro, proprio perchè sarebbero tante le società coinvolte: quelle che in sostanza non hanno pagato.
L'ipotesi di reato contestata dalla Procura è quella di abuso in atti d'ufficio: in sostanza la Camera non avrebbe preteso i pagamenti da società in qualche modo vicino ai vertici dell'ente. Intanto sarebbero già partiti due avvisi di garanzia. Uno all'ex segretario dell'ente camerale, Roberto Ravecca, a cui ieri mattina è stato perquisito l'ufficio all'Istituto Studi e Ricerche.
E l'altro a un dipendente della Camera di Commercio che si sarebbe occupato proprio della parte tecnica, quella relativa al mancato pagamento dei diritti camerali. Il blitz della Finanza. Le macchine delle fiamme gialle sono arrivate intorno alle dieci di ieri mattina.
Pirma la visita alla Camera di Commercio: per aprire la porta dell'edificio, chiuso come di consueto durante la settimana di Ferragosto, sono stati chiamati alcuni dipendenti dalle ferie. Dopo il blitz al palazzo in piazza Due giugno alcuni uomini della Finanza si sono diretti in corso Rosselli, per perquisire l'ufficio del direttore dell'istituto di Studi e Ricerche, Roberto Ravecca.
Cercando materiale però, non relativo al suo ruolo nell'Isr, ma piuttosto alla passata attività di segretario generale della Camera di Commercio. Nel mirino la gestione burocratica e amministrativa dell'ente.
La linea politica (e promozionale) della Camera di Commercio non è coinvolta nell'indagine che ha portato al blitz e al sequestro di materiale da parte delle Fiamme Gialle. Ed è per questo che il presidente dell'ente, Norberto Ricci, al momento non è stato coinvolto.
«Sono in ferie - ci dice raggiunto telefonicamente per avere un commento sulla vicenda - So soltanto che si tratta di una cosa di carattere tecnico e burocratico». Al momento non trapela nulla di più sul fronte dell'inchiesta.
Un ruolo chiave dovrebbero comunque averlo proprio i computer e i documenti portati via durante l'ispezione della Finanza. Una cosa è certa: il blitz delle Fiamme Gialle, andato avanti fino al primissimo pomeriggio, ha destato grande curiosità in città. E la curiosità di molti che hanno cercato di capire cosa stesse succedendo alla Camera di commercio.
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