Proteste
Banda larga per i paesi montani
A.B.
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Il palazzo comunale dove sorgerà unantenna per la banda larga Intesa fra Comune e società Eutelia: 5 access point
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CARRARA. Al via la banda larga per quelle zone del territorio comunale non ancora coperte dal segnale. Si tratta di alcune frazioni attorno al capoluogo, che presto vedranno installate le antenne della società aretina Eutelia spa, con cui il Comune di Carrara ha firmato un protocollo d'intesa. I cinque luoghi, messi a disposizione dall'amministrazione comuale per ospitare gli "access point" (punto di accesso alla rete), sono i tetti dell'edificio del Comune in piazza 2 Giugno, quelli della Cisterna Verde a Codena e delle ex scuole delle frazioni montane di Sorgnano, Gragnana e Bergiola. Ogni impianto dovrà ottenere il consenso al posizionamento da parte dell'ufficio tecnico e dell'Arpat, avendo cura di non interferire con reti tecnologiche già esistenti. La trasmissione radio dovrà rispettare i limiti di potenza imposti dalla legge che regola l'inquinamento elettromagnetico. Saranno a carico di Eutelia, che corrisponderà un rimborso forfettario annuale, le spese per l'alimentazione elettrica, così come qualsiasi intervento di installazione, manutenzione, spostamento e adattamento degli impianti collocati. La durata della concessione sarà di tre anni rinnovabili, che il Comune potrà far cessare in caso di superamento del limite dei livelli del campo elettromagnetico emesso. "Progetto Larga Banda per lo sviluppo nel territorio comunale di una rete per l'accesso a servizi di telefonia e internet con tecnica Wireless", questo il nome del progetto regionale che Eutelia ha vinto anche per le provincie toscane di Arezzo, Lucca e Pistoia. Un progetto che è nato nel 2007 per coprire quelle zone "fuori mercato", ovvero in cui nessun operatore ha voluto investire, stante la difficoltà di ricavare profitti dall'esiguo numero di utenti. Un problema che tocca molte zone rurali d'Italia e della Toscana, soprattutto appenninica, e che rischia di creare un fenomeno di "digital divide" (divario nell'accesso alle tecnologie). E questo nel contesto di un Paese che, nel campo dell'aggiornamento delle infrastrutture telematiche, segna già un pericoloso ritardo, rispetto al resto delle potenze economiche mondiali.
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