Il Tirreno

A mezzogiorno erano in trenta a chiedere quando sarebbe stato il loro turno. Tanti hanno rinunciato

Al pronto soccorso sale la rabbia

Rossana Lazzini
La sala d’attesa del prontop soccorso
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La sala d’attesa del prontop soccorso

Dalla mattina alla sera aspettando la chiamata per una visita

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MASSA. Lunghe ore di attesa al pronto soccorso di Massa, lunghe file e proteste. Anziani e bambini stanchi nella sala di aspetto. Mancanza di personale, questo il problema. Alcune urgenze in più del solito hanno fatto il resto, e la gente si è arrabbiata. Ore 12 di un normale mercoledì di agosto al pronto soccorso dell'ospedale di Massa: nella sala di attesa una trentina di persone. Tutto sembrerebbe far parte di una semplice routine ed invece non mancano le proteste. «Sono qui da oltre quattro ore - racconta una signora anziana - e nessuno si è ancora degnato di chiedermi perché ho deciso di rivolgermi al pronto soccorso. Hanno preso i miei dati e mi hanno detto di aspettare». Quattro ore di attesa, qualcosa meno per un giovane signore: lunghe file e proteste. Colpa, sembrerebbe della mancanza di personale. Nonostante non ci sia una coda eccessiva, infatti i tempi sono comunque dilatati. Se poi capita più di una urgenza nello stesso momento si rischia di restare al pronto soccorso per moltissimo tempo. A tarda mattinata nella sala d'aspetto c'erano una trentina di persone. Qualcuno ha rinunciato, gli altri sono stati "liberati" verso sera. Un signore entrato alle 7 del mattino, ancora non era stato visitato alle 12. Un altro, entrato alle 11,30, ancora stava aspettando che lo chiamassero per prendere i dati. E molti se ne sono andati, stanchi della troppa attesa. «A me - dice una signora anziana che cammina a fatica, sostenuta dal marito, per un un problema ad un piede - hanno detto che non sarei entrata prima di alcune ore e che mi preparassi ad aspettare con tanta pazienza. Mi hanno segnato come codice bianco, cioè dopo tutti gli altri. Così ho deciso di lasciar perdere, ma per andare dal mio medico ho bisogno della lastra. E quella posso farla solo all'ospedale, dopo la visita al pronto soccorso».  In fila c'è anche una bambina i genitori si affacciano dentro alla sala di aspetto e poi decidono di recarsi direttamente all'Opa senza fermarsi. E tutti sono molto arrabbiati. «Sono arrivate alcune ambulanze - dice un giovane - e nessuno contesta che le urgenze debbano passare avanti. Ma da più di un'ora non è entrato nessuno. Io sono qui da tre ore, non ne posso veramente più».  «Sono quasi cinque ore che aspetto - aggiunge un altro - ma che servizio è? A cosa serve chiamarlo pronto soccorso? Lo chiamino solo soccorso. In tanti se ne sono andati senza farsi medicare».  Le persone sbuffano e continuano a protestare. «Basta ci hanno comunicato che purtroppo c'è poco personale ci dispiace ma non possiamo passare l'intera giornata dentro l'ospedale». Qualcuno prova anche a farsi sentire e suona il campanello. Si affaccia una infermiera indaffarata. «Stiamo lavorando».  Questa è una giornata normale. «Figuriamoci - commenta ad alta voce una signora che sta aspettando il marito -, quando ci sono giornate con moltissimi pazienti. Dall'ospedale non esci più».  La gente continua ad arrivare e ad ora di pranzo sono circa 50 persone dentro la sala di aspetto. Qualcuno decide di abbandonare. «Torno a casa e chiamo la guardia medica, qualcuno verrà a visitarmi». Un problema al quale la Asl dovrà porre rimedio, perchè il pronto soccorso è il biglietto da visita della sanità locale.

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